Archivio Autore: anpicremona

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 10

Distinzione dei poteri e garanzie contro possibili stravolgimenti

La Costituzione del 1948 caratterizza lo Stato italiano come repubblica parlamentare. Il potere primario è quello del Parlamento essendo questo eletto da tutti i cittadini e quindi di essi rappresentativo (finalmente di tutti poiché dal 1946 votano donne e uomini). Deputati e senatori sono il potere legislativo, sono determinanti per il Governo attraverso il voto di fiducia, eleggono il Presidente della Repubblica.

Il potere del Parlamento e della maggioranza che regge il Governo non è assoluto.  Parlamento, Governo, maggioranza politica devono stare nei limiti previsti dalla Costituzione ed agire con procedure, regole, pesi e contrappesi che salvaguardano i diritti fondamentali delle persone e dei vari soggetti sociali ed in particolare delle minoranze. In parallelo si sono ripristinati e poi negli anni rafforzati i poteri democratici locali. Continua »

Fascismo a Cremona e nella sua provincia

Il Comune di Cremona, nell’anno in cui ha dedicato molte iniziative culturali alla Cremona del ’900, ha promosso un incontro sugli anni del regime fascista. Lo ha fatto, insieme ad ANPI, ANPC ed ANDA, dando la parola ad alcuni degli autori dell’ampia gamma di ricerche sul tema pubblicata qualche tempo fa dall’ANPI cremonese nel volume “Fascismo a Cremona e nella sua provincia”.
L’incontro si è tenuto sabato 5 maggio nella sala Quadri municipale ed è stato introdotto dal Sindaco Gianluca Galimberti che, nell’occasione, ha ricordato Mario Coppetti invitando ad un minuto di silenzio per onorare uno dei protagonisti anche di quegli anni.

La prima delle brevi ma dense relazioni è stata svolta da Evelino Abeni. Egli ha trattato dei più importanti eventi culturali e popolari che durante il regime si sono svolti a Cremona sotto l’egida in primis di Roberto Farinacci. In particolare le stagioni del Ponchielli e la lirica in piazza, e poi Monteverdi, Stradivari e la liuteria che furono al centro di iniziative di livello nazionale. Abeni ha messo bene in luce le due facce di questa medaglia: da una parte (non badando a spese al punto da ridurre poi alla paralisi il teatro) il livello artistico ed anche spettacolare di questi eventi, con artisti di prima grandezza ed illustri personalità. Dall’altra l’utilizzo propagandistico di tutto questo a fini di popolarità tra i cremonesi e strumentalmente per guadagnare prestigio nella “gara” tra gerarchi e ras all’epoca particolarmente acuta. Vennero così a Cremona cantanti come Beniamino Gigli, Tancredi Pasero, Gianna Cigna, direttori come Tullio Serafin e così via. Roberto Farinacci pur non vantando particolari competenze musicali e teatrali si fece eleggere presidente del condominio del teatro Ponchielli e della direzione artistica e potè imporre le proprie scelte (e in qualche caso le proprie discriminazioni come nel caso Vertua) ai propri fini. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 9

Il superamento della monarchia e dello Statuto non era scontato

Altre “anticipazioni” dei futuri princìpi furono le regole che si dettero le Repubbliche e le Zone libere partigiane. Località in cui i partigiani erano riusciti ad allontanare tedeschi e fascisti e ad instaurare, sia pure provvisoriamente, una loro amministrazione, un loro ordine. In genere durarono – quale più quale meno – pochi mesi essendo poi costrette a smobilitare per i massicci attacchi di superiori forze militari nemiche. Se ne annoverano 31, ne cito alcune: Val Chisone, Repubblica dell’Ossola, Saviore nell’Adamello, Nimis di Udine, Langhe ed Alba, Varzi di Pavia, Val Taro di Parma, Repubblica di Montefiorino… In ciascuna la Resistenza stabilì ordinamenti che, anche se durarono poche settimane prefiguravano il futuro… Si parla dell’approvvigionamento alimentare per tutti, di scuola, di sanità, giustizia, polizia, entrate fiscali con discussioni finalmente libere, attiva partecipazione della gente. Naturalmente nei limiti imposti in una guerra feroce ed anche tra italiani… ma la gente toccava con mano che si poteva avere qualcosa di ben diverso di quanto il fascismo impose. Furono esperienze che i costituenti tennero poi ben presenti. Continua »

Incontro con gli autori: “Fascismo a Cremona e nella sua provincia”

Mario Coppetti 1913-2018

L’ANPI cremonese rende onore con commozione e cordoglio a Mario Coppetti, oggi scomparso.

Egli fu uno dei maggiori interpreti e protagonisti cremonesi degli ideali dell’antifascismo e della Resistenza. Lui stesso ricordava con orgoglio che già il padre, ferroviere socialista, non volle mai aderire al Regime. Ricordava quindi il periodo in cui negli anni ’30 fu a Parigi, allora rifugio di antifascisti anche cremonesi come Guido Miglioli ed Ernesto Caporali e dove si formava il movimento Giustizia e Libertà. Conobbe i fratelli Rosselli, li pianse quando furono vittime di sicari fascisti ed abbracciò le loro idee. Tornato in Italia fu presente e collaborò nella attività clandestina con cui si riorganizzò il partito socialista e si creò il Comitato di Liberazione Nazionale a Cremona. Fu sin dalla Liberazione iscritto all’ANPI e lo era tuttora. Nel 1966 subentrò a Piero Pressinotti, in rappresentanza del PSI nell’Esecutivo dell’Associazione. Nel 1996 ne fu eletto Presidente, subentrando a Libero Scala, e diresse l’ANPI cremonese fino al 2006. Oltre al contributo di guida prestigiosa e di promozione di numerose iniziative, particolarmente prezioso è sempre stato lo sforzo per valorizzare la memoria di chi si batté per la libertà.

Lo fece con gli scritti e con memorabili discorsi che dedicò a personalità come Attilio Boldori e Giacomo Matteotti, come il tenente Francesco Vitali, come i fratelli Di Dio, Luigi Ruggeri, Renato Campi oltre che Nello e Carlo Rosselli e tanti altri. E lo fece con generosità con le sue opere d’arte. Tra esse citiamo con orgoglio il bellissimo monumento ai Caduti cremonesi per la Libertà – la simbolica figura femminile mentre spezza le catene – presente nel cimitero di Cremona dal 1993.

Porgendo le più sentite condoglianze alla famiglia, inchiniamo la nostra bandiera ed invitiamo i compagni a partecipare all’estremo saluto sabato alle ore 10 partendo dalla Camera Ardente allestita nella abitazione in via Chiara Novella.

25 aprile 2018

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 8

Nella Resistenza e nei CLN le radici della Costituzione

Sottolineiamo tre dei molti aspetti della Resistenza che posero le basi della Costituzione.

Uno: unità tra forze idealmente diverse e politicamente anche antagoniste ma concordi su valori e principi fondamentali e sulla azione per riconquistare la pace e l’indipendenza nazionale.

Due: la partecipazione attiva della parte più viva della società, di diverse forze sociali. In primo piano la classe lavoratrice, dagli scioperi del marzo 1943 alla determinante presenza nelle delle brigate partigiane.

Tre: le personalità che furono protagoniste della Resistenza: personalità coerenti, credibili per aver pagato di persona, di forti principi e capacità politica. Dunque capaci poi di interpretare il proprio popolo e di trasformarne le volontà più valide ed innovative in regole costituzionali sentite e condivise. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 7

Leggi razziali, dichiarazione di guerra e poi la Resistenza

Altro strappo dello Statuto di eccezionale gravità furono le leggi razziali emanate nel 1938 e 1939. Esse colpirono soprattutto gli ebrei che vennero censiti, schedati, e poi privati della cittadinanza, espulsi dagli uffici pubblici e dalle Forze Armate, dalle scuole, dai giornali, dalle professioni, verranno loro confiscati i beni. Nulla di tutto questo era nemmeno ipotizzato nello Statuto: nell’art. 24 tutti i residenti nel regno – sono chiamati “regnicoli” – sono uguali, non si parla in nessun modo di razza; nell’art. 1 le religioni non cattoliche sono tollerate, non perseguitate!

Poi, con la repubblica di Salò che anche formalmente ripudierà lo Statuto albertino, gli ebrei verranno dichiarati “nemici”, catturati e consegnati ai nazisti ed anche in Italia si creeranno tre lager: a Bolzano, a Fossoli (in Emilia) ed a S.Sabba di Trieste, (quest’ultimo con forni crematori). Continua »

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