Archivio Categoria: comunicati - Pagina 3

L’antifascismo non è mai violenza

Il comitato direttivo provinciale Anpi Cremona, ha deliberato la diffusione del seguente comunicato:

Sabato 24 gennaio Cremona è stata teatro di una esplosione di violenza squadristica ingiustificata ed anche in contrasto con l’appello dei familiari di Emilio Visigalli.
I fatti, accaduti durante una manifestazione alla quale l’Anpi ha scelto di non partecipare, ci inducono a ribadire la posizione della nostra associazione riguardo all’uso della violenza ed all’antifascismo.
Non stupisca l’accostamento delle due parole: per noi “violenza” e “antifascismo” non possono stare insieme, eppure nelle ultime settimane attorno a questa nostra sempre ferma posizione c’è stata grande confusione sugli organi di stampa.
L’Antifascismo è libertà, è rispetto della legalità, è sostegno alle ragioni dei più deboli, è inclusione delle minoranze e valorizzazione delle differenze, di genere, di culto, di lingua, di opinione.
L’antifascismo non è mai violenza. Continua »

Cremona è città antifascista

Appello Giunta del Comune di Cremona e Associazioni partigiane

“Sabato sia manifestazione non violenta
Ribadiamo insieme che Cremona è città antifascista”

La Giunta comunale ha incontrato nella mattinata di mercoledì 21 gennaio in Sala Giunta le associazioni partigiane del territorio: Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Associazione Nazionale Divisione Acqui. Il sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti, per la Giunta comunale, e le Associazioni hanno sottoscritto il seguente appello:

Cremona è città antifascista, città che ha dato un contributo anche di sangue nella Guerra di Liberazione. Continua »

Per una nuova mobilitazione popolare unitaria

L’ANPI cremonese aderisce al

Appello dei cittadini e dei movimenti democratici cremonesi per una nuova mobilitazione popolare unitaria contro il fascismo, il razzismo e la violenza, per la democrazia, la libertà e l’uguaglianza

In queste ore il nostro primo pensiero è per Emilio, vittima di una violenza omicida che lo ha ridotto in coma. Ai suoi cari vogliamo far sentire il nostro abbraccio fraterno, ai suoi compagni esprimiamo la nostra vicinanza umana.
Alcune decine di picchiatori, provenienti anche da città vicine, guidati da alcuni dirigenti e militanti dell’organizzazione neofascista CasaPound di Cremona, ha assaltato con mazze e spranghe la sede del Centro Sociale Autogestito “Gastone Dordoni” scatenando contro i presenti una premeditata violenza.
Di fronte alla brutale aggressione fascista, l’intera comunità democratica cremonese esprima senza ambiguità l’assoluta condanna.
Di fronte a quanto è stato messo in atto non è più sufficiente una generica “condanna di ogni forma di violenza”. Continua »

Chiudere le porte della città alle organizzazioni neofasciste

In merito al grave episodio verificatosi a Cremona nella serata di domenica 18 gennaio 2015, l’ANPI, nel condannare con fermezza qualunque tipo di violenza, ribadisce ancora una volta la propria netta opposizione nei confronti dell’esistenza in città di gruppi e organizzazioni fasciste, poiché ritiene che la loro stessa presenza sia una forma di provocazione che in numerose occasioni si è rivelata fonte di violenza.
Per noi la Costituzione e le leggi della Repubblica, nonché numerose e documentate sentenze definitive della magistratura, parlano chiaro; quindi nessuno spazio, né fisico né culturale, né pubblico né privato, a organizzazioni razziste e fasciste.
Per questo l’Anpi, mentre si augura che le condizioni della persona gravemente ferita migliorino al più presto, chiede alle forze che tutelano l’ordine pubblico, più volte da noi sensibilizzate al riguardo, che si provveda a chiudere le porte della città alle organizzazioni neofasciste.

La presidenza ANPI Cremona

Per la riabilitazione storica e giuridica dei soldati italiani fucilati per disobbedienza o decimati nel periodo 1915-18

Il Comitato Direttivo dell’ANPI di Cremona, riunito nella sede sociale l’otto novembre 2014, nel primo centenario della guerra 1915-18, in spirito con quanto affermato all’art. 11 della Costituzione italiana nata dalla Resistenza, ribadisce il proprio ripudio della guerra “come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Esprime condanna nei confronti dell’interventismo responsabile delle immani sofferenze e distruzioni; onora, nel ricordo, quelli che dovettero sacrificare ia loro vita; manifesta vicinanza a quanti nelle trincee subirono quella guerra ed a quelli, militari e civili, che ebbero il coraggio di rifiutarla.
Aderisce all’appello, già firmato dalla partigiana Lidia Menapace vice presidente dell’ANPl nazionale, Per la riabilitazione storica e giuridica dei soldati italiani fucilati per disobbedienza o decimati nel periodo 1915-18.
Impegna i propri dirigenti, comunque impegnati nelle ricorrenti celebrazioni dell’evento, ad uniformarsi coerentemente ai postulati del presente ordine del giorno”.

70° della Resistenza Cremonese al Col del Lys

Domenica 6 Luglio, come ogni anno da quel tragico 1944, l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Provinciale di Cremona ha organizzato il Viaggio della Memoria al Colle del Lys per onorare i caduti della Resistenza al Nazifascismo, torturati e trucidati da tedeschi e Brigate Nere il 2 Luglio 1944.
Alle 5,30 del mattino sono partiti gruppi provenienti dalla Città, da Pessina Cremonese, da Pieve San Giacomo, da Robecco d’Oglio, da Crema, da Gussola; con mezzi propri, Deo Fogliazza e un altro Gruppo di Antifascisti è poi arrivato al Colle. Presente per la prima volta il nuovo Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, anche lui venuto come tutti i Sindaci che lo hanno preceduto, ad onorare i Caduti e a rappresentare tutta la Città di Cremona. Continua »

Nel settantesimo anniversario della nascita dell’ANPI

70 anni fa, il 6 giugno 1944, su impulso del CLN, venne costituita a Roma, in Campidoglio, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Roma era stata liberata e l’ANPI fu creata per contribuire ad una valorizzazione della attività partigiana e perché la stessa fosse alla base del prossimo cambiamento democratico in Italia. Nell’Italia del nord le strutture dell’ANPI potranno formarsi solo dopo la Liberazione ma a Cremona un fondamentale primo segnale fu rappresentato da un documento comune dei partiti comunista, socialista e democristiano del novembre 1944: con esso si ponevano le basi per la lotta comune verso la libertà e la pace e per un passaggio non caotico alla vita democratica subito dopo la fine della guerra. Questo sarà poi alla base della formazione dell’ANPI subito dopo il 25 aprile 1945. L’associazione, con il CLN, assumerà compiti di primaria importanza nella vita politica e sociale di quei giorni e poi nello sforzo per la ricostruzione. Continua »

Foibe

foto: adnkronos “L’unico modo che la storia terribile del ‘900 ha saputo escogitare per fermare i conflitti nazionali in Europa è stato quello di distruggere la complessità, la pluralità di lingue e di culture che costituivano una delle grandi ricchezze dell’Europa centrale”. Questa è l’amara conclusione cui giunge il professor Raoul Pupo, docente di Storia contemporanea all’università di Trieste, uno dei massimi studiosi di quelle complesse vicende.
L’ANPI celebra il Giorno del Ricordo per rendere omaggio alle vittime  del dramma delle foibe e dell’esodo di migliaia di italiani giuliani nell’immediato dopoguerra, dopo la firma a Parigi del trattato di pace, le cui condizioni furono il caro prezzo, pagato dall’Italia, condotta dal fascismo alla sconfitta.
Molto complessa è l’analisi delle ragioni storiche che portarono il nuovo potere yugoslavo, preso dai partigiani titini, a scatenare un’ondata di violenze, persecuzioni, uccisioni, deportazioni ed espulsioni nei confronti degli italiani dell’Istria e della Dalmazia e di tutti coloro che non accettavano il nuovo regime, fossero italiani o croati o sloveni. Sugli italiani vennero fatte pressioni fortissime, tanto da provocare l’esodo di massa di un intero gruppo nazionale autoctono. Le foibe, nel cui nome si comprendono tutte le uccisioni avvenute a partire dal 1943, furono il più terribile degli strumenti di tale pressione. La tragedia delle stragi e dell’esodo, il dramma della distruzione della complessità che in quelle terre “meticce” esisteva da secoli, furono la conclusione di un lungo processo storico, nel quale gravi furono anche le responsabilità dell’Italia fascista. Continua »

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