Archivio Categoria: storia

Nel novero dei sovversivi

Volti e storie della “Nazione pericolosa” nel casellario politico della questura di Cremona

Venerdì 12 aprile, ore 17, verrà presentata nella sede dell’Archivio di Stato in via Antica Porta Tintoria 2 una mostra di materiali tratti dai fascicoli – ivi depositati – del casellario politico della Questura di Cremona nel ventennio fascista.
La mostra è stata curata da Giuseppe Azzoni in collaborazione con la Direttrice Emanuela Zanesi ed il personale dell’Archivio di Stato di Cremona.

Presentazione e descrizione della mostra a cura di Giuseppe Azzoni qui: Nel novero dei sovversivi

Per la Giornata della memoria

In questo periodo in cui si svolgono molteplici iniziative dedicate alla “Giornata della memoria” ed alla Shoah; due mattinate sono state proposte ed organizzate dai rappresentanti degli studenti nel Consiglio d’Istituto del Liceo Scientifico “Aselli”.

La prima ha avuto luogo lunedì 21 scorso: nell’aula magna dell’Istituto, in due turni, gli studenti di tutte le seconde hanno assistito alla proiezione del documentario, di Rai Storia e Fondazione don Mazzolari di Bozzolo, “Una piccola inestimabile memoria”. Vi si racconta di famiglie di ebrei presenti nel 1944 a Bozzolo che poterono salvarsi grazie a coraggiose iniziative di don Primo Mazzolari.

La seconda si terrà sabato 26 prossimo nella sala conferenze del Centro Pastorale: le classi quinte vedranno il film di Giorgio Treves “1938 Diversi” (fuori concorso lo scorso anno al Festival del Cinema di Venezia) dedicato alle leggi razziali in Italia.

In ambedue le occasioni è stato invitato Giuseppe Azzoni (Anpi) che ha portato informazioni sugli ebrei cremonesi, per nascita o frequentazione, che furono deportati e morirono ad Auschwitz, sulla applicazione delle leggi razziali nella nostra provincia, sui caratteri della partecipazione di don Mazzolari alla Resistenza.

vedi: Note sulle leggi razziali del 1938

L’eccidio di rio Farnese, 12 gennaio 1945

di Ennio Serventi

Sono passati più di settant’anni. Il 12 gennaio del 1945 a Bramaiano di Bettola (Pc) venivano uccisi, con un colpo di pistola alla nuca sparatogli da un sott’ufficiale tedesco, venti (il numero oscilla fra i venti ed i ventitré) partigiani catturati nel corso della seconda fase del rastrellamento invernale. Fra questi i partigiani cremonesi Canevari Giovanni della div. Val Nure, originario di Trigolo; Gastaldi Lorenzo e Gilberti Carlo della 142a brigata Garibaldi; Spagnoli Gino della div. Val Nure brigata Stella Rossa, nato a Gombito.
Nati fra il 1923 ed il 1925 “appartenevano tutti a quella generazione nata e cresciuta sotto il fascismo che aveva saputo sottrarsi alla sua influenza”.
Gastaldi e Gilberti, giovani di Azione Cattolica, erano di città. Una ampia ed articolata descrizione del loro percorso formativo la si trova in un saggio, inedito prossimo alla pubblicazione, di Chiara Somenzi. Continua »

Mons. Girolamo Tagliaferro e gli infausti riverberi di “Regime Fascista”

L’Anpi di Cremona ha in programma la presentazione di una ricerca dello storico vicentino Ugo De Grandis dedicata al processo del Tribunale militare di Pradamano del 1917. Fu il più importante processo contro giovani socialisti antimilitaristi della prima guerra mondiale, vi furono condannati anche 7 cremonesi (tra essi i futuri sindaco Tarquinio Pozzoli e costituente Dante Bernamonti). Di questo libro, dal titolo “Guerra alla guerra” parleremo a suo tempo ma, nell’occasione, lo stesso Ugo De Grandis ci ha fatto conoscere un’altra sua ricerca di cui vorremmo dar notizia anche perché si collega direttamente alla importante mostra “Si faccia un articolo di fondo”, su “Il Regime Fascista” e Roberto Farinacci, attualmente esposta in Biblioteca Statale. Lo storico Emilio Gentile, in sede di presentazione della stessa, sottolineò come Roberto Farinacci anche attraverso il suo giornale riuscisse ad essere presente con la propria linea ben oltre Cremona. Questa ricerca di Ugo De Grandis si collega direttamente a ciò. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 11a e ultima parte

La Costituzione va attuata con partecipazione ed impegno di tutti

Sono davvero innovativi i passaggi degli articoli: 1 (repubblica fondata sul lavoro…), 3 (rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona, la partecipazione dei lavoratori…), 36 (la retribuzione deve permettere una vita dignitosa), 41 e 42 (l’iniziativa economica è libera, la proprietà è riconosciuta e garantita ma ciò non impedisce limiti, regole ed indirizzi a fini sociali e perché non “rechino danno, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”). Si tratta di enunciati  anche di difficile o difficilissima attuazione. Un esempio degli anni della Costituente, quando la gente lavorava in gran parte nell’agricoltura, da essa le comunità traevano da vivere. La proprietà della terra era riconosciuta ma la legge ora finalmente poteva e doveva affrontare il problema del latifondo immobilista causa di arretratezza, miseria, disoccupazione, ineguaglianza.  La Costituzione finalmente legittimava lotte sociali e riforme prima considerate illegittime e sovversive. Oggi i temi relativi a quegli articoli sono nuovi e diversi ma non se ne cambia la valenza, tutt’altro. Gli articoli come quelli appena citati non sono mai da dare per acquisiti, aprono scontri di interessi, di potere, di culture… per attuarne alcuni ci sono voluti anni, altri sono ancora aperti. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 10

Distinzione dei poteri e garanzie contro possibili stravolgimenti

La Costituzione del 1948 caratterizza lo Stato italiano come repubblica parlamentare. Il potere primario è quello del Parlamento essendo questo eletto da tutti i cittadini e quindi di essi rappresentativo (finalmente di tutti poiché dal 1946 votano donne e uomini). Deputati e senatori sono il potere legislativo, sono determinanti per il Governo attraverso il voto di fiducia, eleggono il Presidente della Repubblica.

Il potere del Parlamento e della maggioranza che regge il Governo non è assoluto.  Parlamento, Governo, maggioranza politica devono stare nei limiti previsti dalla Costituzione ed agire con procedure, regole, pesi e contrappesi che salvaguardano i diritti fondamentali delle persone e dei vari soggetti sociali ed in particolare delle minoranze. In parallelo si sono ripristinati e poi negli anni rafforzati i poteri democratici locali. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 9

Il superamento della monarchia e dello Statuto non era scontato

Altre “anticipazioni” dei futuri princìpi furono le regole che si dettero le Repubbliche e le Zone libere partigiane. Località in cui i partigiani erano riusciti ad allontanare tedeschi e fascisti e ad instaurare, sia pure provvisoriamente, una loro amministrazione, un loro ordine. In genere durarono – quale più quale meno – pochi mesi essendo poi costrette a smobilitare per i massicci attacchi di superiori forze militari nemiche. Se ne annoverano 31, ne cito alcune: Val Chisone, Repubblica dell’Ossola, Saviore nell’Adamello, Nimis di Udine, Langhe ed Alba, Varzi di Pavia, Val Taro di Parma, Repubblica di Montefiorino… In ciascuna la Resistenza stabilì ordinamenti che, anche se durarono poche settimane prefiguravano il futuro… Si parla dell’approvvigionamento alimentare per tutti, di scuola, di sanità, giustizia, polizia, entrate fiscali con discussioni finalmente libere, attiva partecipazione della gente. Naturalmente nei limiti imposti in una guerra feroce ed anche tra italiani… ma la gente toccava con mano che si poteva avere qualcosa di ben diverso di quanto il fascismo impose. Furono esperienze che i costituenti tennero poi ben presenti. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 8

Nella Resistenza e nei CLN le radici della Costituzione

Sottolineiamo tre dei molti aspetti della Resistenza che posero le basi della Costituzione.

Uno: unità tra forze idealmente diverse e politicamente anche antagoniste ma concordi su valori e principi fondamentali e sulla azione per riconquistare la pace e l’indipendenza nazionale.

Due: la partecipazione attiva della parte più viva della società, di diverse forze sociali. In primo piano la classe lavoratrice, dagli scioperi del marzo 1943 alla determinante presenza nelle delle brigate partigiane.

Tre: le personalità che furono protagoniste della Resistenza: personalità coerenti, credibili per aver pagato di persona, di forti principi e capacità politica. Dunque capaci poi di interpretare il proprio popolo e di trasformarne le volontà più valide ed innovative in regole costituzionali sentite e condivise. Continua »

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