Archivio Categoria: storia

Mons. Girolamo Tagliaferro e gli infausti riverberi di “Regime Fascista”

L’Anpi di Cremona ha in programma la presentazione di una ricerca dello storico vicentino Ugo De Grandis dedicata al processo del Tribunale militare di Pradamano del 1917. Fu il più importante processo contro giovani socialisti antimilitaristi della prima guerra mondiale, vi furono condannati anche 7 cremonesi (tra essi i futuri sindaco Tarquinio Pozzoli e costituente Dante Bernamonti). Di questo libro, dal titolo “Guerra alla guerra” parleremo a suo tempo ma, nell’occasione, lo stesso Ugo De Grandis ci ha fatto conoscere un’altra sua ricerca di cui vorremmo dar notizia anche perché si collega direttamente alla importante mostra “Si faccia un articolo di fondo”, su “Il Regime Fascista” e Roberto Farinacci, attualmente esposta in Biblioteca Statale. Lo storico Emilio Gentile, in sede di presentazione della stessa, sottolineò come Roberto Farinacci anche attraverso il suo giornale riuscisse ad essere presente con la propria linea ben oltre Cremona. Questa ricerca di Ugo De Grandis si collega direttamente a ciò. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 11a e ultima parte

La Costituzione va attuata con partecipazione ed impegno di tutti

Sono davvero innovativi i passaggi degli articoli: 1 (repubblica fondata sul lavoro…), 3 (rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona, la partecipazione dei lavoratori…), 36 (la retribuzione deve permettere una vita dignitosa), 41 e 42 (l’iniziativa economica è libera, la proprietà è riconosciuta e garantita ma ciò non impedisce limiti, regole ed indirizzi a fini sociali e perché non “rechino danno, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”). Si tratta di enunciati  anche di difficile o difficilissima attuazione. Un esempio degli anni della Costituente, quando la gente lavorava in gran parte nell’agricoltura, da essa le comunità traevano da vivere. La proprietà della terra era riconosciuta ma la legge ora finalmente poteva e doveva affrontare il problema del latifondo immobilista causa di arretratezza, miseria, disoccupazione, ineguaglianza.  La Costituzione finalmente legittimava lotte sociali e riforme prima considerate illegittime e sovversive. Oggi i temi relativi a quegli articoli sono nuovi e diversi ma non se ne cambia la valenza, tutt’altro. Gli articoli come quelli appena citati non sono mai da dare per acquisiti, aprono scontri di interessi, di potere, di culture… per attuarne alcuni ci sono voluti anni, altri sono ancora aperti. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 10

Distinzione dei poteri e garanzie contro possibili stravolgimenti

La Costituzione del 1948 caratterizza lo Stato italiano come repubblica parlamentare. Il potere primario è quello del Parlamento essendo questo eletto da tutti i cittadini e quindi di essi rappresentativo (finalmente di tutti poiché dal 1946 votano donne e uomini). Deputati e senatori sono il potere legislativo, sono determinanti per il Governo attraverso il voto di fiducia, eleggono il Presidente della Repubblica.

Il potere del Parlamento e della maggioranza che regge il Governo non è assoluto.  Parlamento, Governo, maggioranza politica devono stare nei limiti previsti dalla Costituzione ed agire con procedure, regole, pesi e contrappesi che salvaguardano i diritti fondamentali delle persone e dei vari soggetti sociali ed in particolare delle minoranze. In parallelo si sono ripristinati e poi negli anni rafforzati i poteri democratici locali. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 9

Il superamento della monarchia e dello Statuto non era scontato

Altre “anticipazioni” dei futuri princìpi furono le regole che si dettero le Repubbliche e le Zone libere partigiane. Località in cui i partigiani erano riusciti ad allontanare tedeschi e fascisti e ad instaurare, sia pure provvisoriamente, una loro amministrazione, un loro ordine. In genere durarono – quale più quale meno – pochi mesi essendo poi costrette a smobilitare per i massicci attacchi di superiori forze militari nemiche. Se ne annoverano 31, ne cito alcune: Val Chisone, Repubblica dell’Ossola, Saviore nell’Adamello, Nimis di Udine, Langhe ed Alba, Varzi di Pavia, Val Taro di Parma, Repubblica di Montefiorino… In ciascuna la Resistenza stabilì ordinamenti che, anche se durarono poche settimane prefiguravano il futuro… Si parla dell’approvvigionamento alimentare per tutti, di scuola, di sanità, giustizia, polizia, entrate fiscali con discussioni finalmente libere, attiva partecipazione della gente. Naturalmente nei limiti imposti in una guerra feroce ed anche tra italiani… ma la gente toccava con mano che si poteva avere qualcosa di ben diverso di quanto il fascismo impose. Furono esperienze che i costituenti tennero poi ben presenti. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 8

Nella Resistenza e nei CLN le radici della Costituzione

Sottolineiamo tre dei molti aspetti della Resistenza che posero le basi della Costituzione.

Uno: unità tra forze idealmente diverse e politicamente anche antagoniste ma concordi su valori e principi fondamentali e sulla azione per riconquistare la pace e l’indipendenza nazionale.

Due: la partecipazione attiva della parte più viva della società, di diverse forze sociali. In primo piano la classe lavoratrice, dagli scioperi del marzo 1943 alla determinante presenza nelle delle brigate partigiane.

Tre: le personalità che furono protagoniste della Resistenza: personalità coerenti, credibili per aver pagato di persona, di forti principi e capacità politica. Dunque capaci poi di interpretare il proprio popolo e di trasformarne le volontà più valide ed innovative in regole costituzionali sentite e condivise. Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 7

Leggi razziali, dichiarazione di guerra e poi la Resistenza

Altro strappo dello Statuto di eccezionale gravità furono le leggi razziali emanate nel 1938 e 1939. Esse colpirono soprattutto gli ebrei che vennero censiti, schedati, e poi privati della cittadinanza, espulsi dagli uffici pubblici e dalle Forze Armate, dalle scuole, dai giornali, dalle professioni, verranno loro confiscati i beni. Nulla di tutto questo era nemmeno ipotizzato nello Statuto: nell’art. 24 tutti i residenti nel regno – sono chiamati “regnicoli” – sono uguali, non si parla in nessun modo di razza; nell’art. 1 le religioni non cattoliche sono tollerate, non perseguitate!

Poi, con la repubblica di Salò che anche formalmente ripudierà lo Statuto albertino, gli ebrei verranno dichiarati “nemici”, catturati e consegnati ai nazisti ed anche in Italia si creeranno tre lager: a Bolzano, a Fossoli (in Emilia) ed a S.Sabba di Trieste, (quest’ultimo con forni crematori). Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 6

Il re connivente con le violazioni statutarie del fascismo

Non potendo qui ripercorrere tutte le vicende del “ventennio”, facciamo cenno solo ai maggiori stravolgimenti dello Statuto albertino, che era Costituzione del Regno sulla quale anche questo re aveva solennemente giurato.

Lo Statuto garantiva la libertà individuale (art. 26), l’inviolabilità del domicilio e delle proprietà private (artt. 27 e 29), libertà di stampa (art. 28), diritto di adunarsi (art. 32), i diritti civili e politici (art. 24), prescriveva che nessun deputato fosse arrestato senza il consenso della Camera (art. 45), il divieto a tribunali straordinari ed a processi al di fuori dei giudici naturali.

Tutto ciò venne spazzato via sin dai primi anni del fascismo. La legge elettorale fu stravolta nel 1923 (legge Acerbo): nelle elezioni del 1924 Mussolini, alleato coi nazionalisti, ottenne così la maggioranza, anche con i brogli e le violenze che poi Giacomo Matteotti denunciò pagando con la vita. La legge elettorale venne poi trasformata in plebiscitaria e nel 1929 e nel 1934 il governo, sulla propria lista unica (gli altri partiti li aveva messi fuori legge) conseguì il 99% per cento dei voti! La Camera non contava più nulla, poi venne eliminata. Dopo il ‘34 non si votò più neanche per plebiscito. Nei Comuni non si votava più sin dal 1926, il fascismo aveva eliminato i Consigli comunali ed i Sindaci, sostituiti con i cosiddetti podestà nominati dai prefetti (naturalmente in accordo col partito fascista). Continua »

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana – 5

Gli strappi allo Statuto (fino al 1922)

Va detto che già nella seconda metà dell’800 princìpi e garanzie importanti dello Statuto erano stati sminuiti o negati. Faccio pochi esempi.

Già nel 1861 vengono istituiti i prefetti, funzionari del governo con poteri debordanti sul territorio, anche contrastanti coi diritti dei cittadini e dei poteri locali.

Nella prima metà degli anni ’60 imperversò la lotta al brigantaggio, fenomeno effettivamente molto serio. Ma il contrasto fu condotto in tutto il meridione con un indiscriminato stato di guerra, con la sospensione delle leggi ordinarie, con stati d’assedio, condanne indiscriminate, taglie, tribunali militari con fucilazioni e lavori forzati, con la privazione per i ceti popolari degli usi comuni delle terre a vantaggio dei proprietari latifondisti. Continua »

Pagina 1 di 812345...Ultima »