Archivio Categoria: storia

1948 – 2018: 70° della Costituzione italiana

Nella Resistenza la spinta decisiva per superare lo Statuto albertino e porre le fondamenta della Costituzione repubblicana

70 anni fa, il 1 gennaio 1948, entrò in vigore la Costituzione repubblicana. Era stata votata il 22 dicembre 1947 dalla Costituente con 453 voti favorevoli e 62 contrari e promulgata il giorno 27 seguente. Nella ricorrenza pubblichiamo una relazione, a cura di Giuseppe Azzoni del Comitato provinciale ANPI, sul percorso storico di quell’evento. La Costituzione che ha preceduto quella attuale, lo Statuto albertino e le vicende che lo hanno man mano svuotato e stravolto, quindi la Resistenza che fu la base del nuovo patto istituzionale ed alcune considerazioni sulle fondamentali innovazioni della Costituzione repubblicana. Il testo è suddiviso in 11 puntate.

 1. Lo Statuto di Carlo Alberto e la sua vicenda storica

La “Magna Charta libertatum” inglese del 1215, la Convenzione di Filadelfia del 1787, quanto avvenne a Parigi nel 1789 con i suoi Stati generali ed il motto Liberté egalité fraternité: sono passaggi storici di superamento dell’assolutismo che evoco solamente. Sono fondamenta di ciò di cui mi accingo a parlare. Emergono in una lunghissima storia di progressi e di arretramenti, di barbarie e di conquiste civili, di guerre, migrazioni, sopraffazioni, rivolte, conquiste sociali e politiche. Continua »

L’eccidio di Rio Farnese – 12 gennaio 1945

Sono passati più di settant’anni. Il 12 gennaio del 1945 a Bramaiano di Bettola (Pc) venivano uccisi, con un colpo di pistola alla nuca sparatogli da un sottufficiale tedesco, venti (il numero oscilla fra i venti ed i ventitrè) partigiani catturati nel corso della seconda fase del rastrellamento invernale. Fra questi i partigiani cremonesi Canevari Giovanni della div. “Val Nure”, originario di Trigolo; Gastaldi Lorenzo e Gilberti Carlo della 142a brigata Garibaldi; Spagnoli Gino della div. Val Nure brigata “Stella Rossa” nato a Gombito.

Nati fra il 1923 ed il 1925, “appartenevano tutti a quella generazione nata e cresciuta sotto il fascismo che aveva saputo sottrarsi alla sua influenza”.

Gastaldi e Gilberti, giovani di Azione Cattolica, erano di città. Una ampia ed articolata descrizione del loro percorso formativo la si trova in un saggio, inedito prossimo alla pubblicazione, di Chiara Somenzi. Continua »

Antifascisti cremonesi nella guerra di spagna 1936-39

La festa dell’ANPI a Monticelli ha dedicato la serata di venerdì 23 giugno all’80° della guerra di Spagna. Si è inaugurata una importante mostra, commentata dalla curatrice Bruna Tabarri, figlia del combattente garibaldino in Spagna Ilario. È seguito il ricordo dei combattenti antifascisti in Spagna piacentini (relatore Franco Sprega) e cremonesi (Giuseppe Azzoni). Francesco Cattaneo, dell’ANPI di Lodi ha tratteggiato la figura di Francesco Scotti, nato a Casalpusterlengo e tra i protagonisti della lotta antifascista in Spagna e poi in Italia.

Per quanto riguarda il cremonese è stato innanzitutto ricordato l’oltranzismo di Farinacci anche in questa vicenda. Egli, insieme a Starace, fu in primissima fila nel propugnare l’intervento italiano in quella guerra, spalla a spalla coi camerati tedeschi. Nella primavera del 1937 andò egli stesso in Spagna, delegato da Mussolini a conferire con Franco ed a consolidare i rapporti con la Falange. Da Cremona partiranno diverse centinaia di “volontari” legionari del fascio, con ingaggio e paga giornaliera che si accompagnavano a pressioni e promesse di vario genere. Anch’essi, proprio in quel marzo in cui Farinacci è in Spagna, saranno partecipi della umiliante sconfitta fascista a Guadalajara. Nel corso della guerra diverse decine di loro saranno tra i caduti. Continua »

Walter Federici e Giustizia e Libertà

Società Filodrammatici, Associazione Zanoni, ANPI ed APC hanno recentemente promosso la commemorazione di Carlo e Nello Rosselli. Vale la pena ricordare che anche in terra cremonese i valori che i Rosselli hanno testimoniato – e quanto da loro intrapreso – ebbero un seguito con Giustizia e Libertà e col Partito d’Azione. Lo attestano vicende, arresti, persone negli anni del regime e poi nella Resistenza. Erano di Giustizia e Libertà e/o del Partito d’Azione Lionello Miglioli (che guidò la formazione partigiana di GL di Cremona e la intitolò ai fratelli Rosselli), Francesco Frosi (Presidente del CLN), Giulio Parietti (Prefetto della Liberazione), il partigiano castelleonese Serafino Corada, il nostro Mario Coppetti…

Nome di grande rilievo di un nostro conterraneo di Giustizia e Libertà è quello di Walter Federici: a lui è dedicata questa sintetica memoria. Infatti egli fu davvero esemplare nella attuazione di principi essenziali propugnati dai Rosselli: la spinta all’azione contro ogni “attendismo”, il lavoro per una confluenza unitaria delle forze antifasciste, il valore base della cultura per formare una nuova classe dirigente per una società libera e più giusta. Continua »

Le carte di Piero Borelli in Archivio di Stato

Il fondo carte Piero Borelli, che i familiari hanno deciso di depositare e rendere disponibile nel nostro Archivio di Stato, ha una caratteristica notevole. Si tratta di documentazione che non è limitata alla persona ma ricomprende aspetti della storia familiare.
Abbiamo qui documenti di diverso tipo che segnano punti significativi del percorso della famiglia, sia per il ramo paterno che materno, dalla seconda metà dell’ottocento in poi.
Si tratta di una famiglia rappresentativa per tanti aspetti delle caratteristiche sociali e culturali della piccola o media borghesia del nostro territorio. Essa appare peraltro attivamente partecipe degli eventi minuti o complessivi della comunità locale e nazionale. Dunque in queste carte ritroviamo percorsi ed orme di un vissuto che riflette la nostra storia dopo l’unità d’Italia.
Si tratta spesso di documenti originali prodotti dalla pubblica amministrazione, da quella comunale alla burocrazia militare alla certificazione scolastica, esemplari segnalazioni del modo di essere e di operare del giovane Stato italiano. Ed essi si intrecciano con la vita privata e di lavoro, con le lettere, le immagini e quant’altro nel corso di alcuni decenni.
Può ben rendere l’idea dei contenuti di questo fondo carte, dunque, seguire con alcuni esempi questo percorso. Continua »

Cremona, 26 aprile 1945. Gli eventi resistenziali a San Luca fra storia e ipotesi diverse

di Ennio Serventi

Il 26 aprile 1945
ardor pugnace d’adolescenza
stroncò sul fragile stelo
ATTILIO BARBIERI
studente liceale di anni 16
DANILO DE MARCHI
operaio di anni 18
BERNARDINO ZELIOLI
studente universitario di anni 18
falciati da mitraglia tedesca

la libertà frutto di sangue
è sacra*

*la rilettura di questa riga è stata resa possibile dal volontario intervento di restauro effettuato da Graziano Bertoldi

Tutti gli anni, nel giorno che ricorda la Liberazione dal fascismo, il corteo parte dal sagrato della chiesa di san Luca all’angolo con viale Trento Trieste. Per recarsi in piazza del Comune la sfilata potrebbe partire da un qualsiasi altro angolo di strada, dallo slargo davanti alla AEM o da piazza Risorgimento. La scelta di quel luogo non è casuale: sempre quell’appuntamento rievoca e si tramuta in un rinnovato omaggio ai ragazzi “falciati da mitraglia tedesca” ricordati sulla lapide infissa al muro del Tempietto del Cristo Risorto. Continua »

Marco Bricchi, partigiano e maestro

Non è mai facile salutare per l’ultima volta una persona, anche se la si è conosciuta da poco.
Marco l’avevo incontrato casualmente. Ad una delle recenti nostre iniziative, una signora ci aveva avvicinati dicendoci: “mio padre è stato partigiano!”
Ci lasciò un nome ed un numero di telefono. Noi, nei giorni successivi, cercammo fra le nostre carte e avemmo conferma. Sì, in quei mesi (che vanno dal 1944 all’aprile del 1945), Marco Bricchi era stato il partigiano “Giove”, inquadrato nella IV Brigata Garibaldi “Sforzini”.

Nel maggio del 1944 Marco era militare ad Asti. Incontrò un commilitone, si parlarono ed insieme decisero di lasciare l’esercito e di unirsi ai partigiani del comandante Barbato che già, numerosi, erano presenti nelle langhe astigiane ed alessandrine, nella valle del Belbo e del Bormida, fino ai confini con la Liguria.
Quel commilitone era il cremonese Aristide Chinzani e da quell’incontro Marco divenne il partigiano “Giove”.
In un libro autobiografico ha voluto mettere una breve didascalia alla riproduzione di una bella fotografia giovanile: “La foto che più mi è cara: da partigiano nel 1944”. Continua »

Eccidi e vittime in provincia di Cremona

Dalle schede dell’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (1943–1945)
a cura di Giuseppe Azzoni – ANPI e INSMLI di Cremona

Con l’inizio del 2017 si è concluso il percorso di un progetto teso a recuperare verità e memoria sulle stragi naziste e fasciste avvenute in Italia tra il 1943 e il 1945. Verità e memoria negate per tanti anni e in molti modi, compreso l’occultamento nel famigerato armadio della vergogna di denunce e documenti su fatti, vittime e colpevoli.
Il progetto venne avviato nel 2013 a seguito di precedente intesa intergovernativa tra Italia e Germania con l’istituzione di una commissione storica italo-tedesca che ha lavorato sulla questione. Su questa base si è avviato il progetto banca dati di tutti gli episodi di violenza com-messi da nazisti e fascisti in Italia tra il ’43 ed il ’45. Un “gruppo centrale” di ricerca (perno presso l’Università di Pisa) ha sia raccolto ed ordinato i documenti rinvenuti in sede centrale (compreso il famoso armadio), sia coordinato il lavoro realizzato sul territorio, provincia per provincia, da ANPI ed INSMLI elaborandone infine le risultanze.
I risultati di questa straordinaria attività sono contenuti in un volume di circa 600 pagine e nella banca dati www.straginazifasciste.it. Continua »

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