Archivio Mensile: aprile 2013

Un paese senza memoria è un paese senza futuro

Chiediamo alle istituzioni di vigilare sulla manifestazione in onore di Mussolini che si terrà al Civico Cimitero di Cremona il 28 aprile col pretesto di una messa in memoria.

L’anno scorso, nella stessa ricorrenza, si è svolta una vera e propria adunata nazi-fascista, con tanto di divise, insegne e partecipazione di fascisti venuti dall’estero.

Il tutto senza alcuna pubblica e significativa reazione da parte delle istituzioni cittadine, incuranti del fatto che, ordine pubblico a parte, vi sono simboli, slogan e gesti che sono con tutta evidenza apologetici della dittatura fascista.

Chiediamo che non accada più, e che l’Amministrazione comunale faccia rispettare l’uso corretto del Cimico Cimitero.

Anpi Cremona
25 aprile 2013

25 aprile 2013

È molto difficile quest’anno augurare buon 25 aprile.

In un momento grave e buio per il Paese l’Anpi sente di dover richiamare tutti al senso di responsabilità nella difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, perché è in momenti come questo, con la stragrande maggioranza dei cittadini in profonda difficoltà, giovani e meno giovani senza lavoro, famiglie senza un’abitazione decente, gli italiani impotenti di fronte alla corruzione e senza più fiducia nel futuro, è in momenti come questo che si fa strada la tentazione di rinunciare ai propri diritti in cambio di un illusorio miglioramento della propria condizione individuale; ed è in momenti come questo che trovano spazio gruppi e movimenti neofascisti che nascondono dietro campagne di solidarietà sociale e associazionismo culturale un’idea di società autoritaria, violenta e razzista, basata su politiche xenofobe e revisioniste.

L’Anpi chiede oggi che non si giochi con la storia, che non si neghi, che non si mistifichi, che non si dimentichi; scrive Pasolini: “L’Italia rimuove il proprio passato; se l’Italia avesse cura della propria storia, della propria memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi sempre vive”.

In tanti morirono negli anni fra il ‘43 e il ‘45, e noi rispettiamo tutti i morti; ma sia chiaro che non possiamo e non dobbiamo confondere le vittime con i carnefici. Non è per questo che i partigiani che qui oggi ricordiamo e i cui ideali guidano l’azione dell’Anpi, non è per questo che i partigiani hanno combattuto e sono morti, non è per questa Italia smemorata!

E allora il nostro è un grido di allarme rivolto ai cittadini: rifiutiamoci di prestare orecchio a chi ci vorrebbe indifferenti, noi chiediamo agli antifascisti tutti di non rispondere alle provocazioni delle nuove destre estreme ed alle vergognose aggressioni che esse mettono in atto, rifiutiamo qualsiasi violenza: apriamo le nostre menti, pensiamo con la nostra testa: non si esce dalla crisi, morale ed economica, tornando ad un passato nefasto che la storia ha condannato, non è con il fascismo, il populismo e la demagogia che si esce dalla crisi, ma con più lavoro, più diritti, più giustizia sociale: in una parola “più Costituzione”. E ricordiamoci che le libertà costituzionali conquistate con la Lotta di liberazione bisogna riguadagnarsele ogni giorno, ancora ed ancora.

Alle istituzioni chiediamo di stare all’erta, di non sottovalutare i segnali preoccupanti, e non concedere spazio a gruppi chiaramente di estrema destra che diventano sempre più folti e aggressivi anche nella nostra città e nel nostro territorio, di applicare le leggi e la Costituzione, per non diventare complici involontari di chi vorrebbe farci uscire dalla crisi imboccando la porta sbagliata.

Lo chiedono i nostri morti, quelli che hanno sacrificato la giovinezza e la vita per donarci un mondo migliore, come Brugnolotti e Barabaschi, i cui nomi sono stati finalmente scolpiti insieme agli altri sulla lapide in cortile Federico II e lo chiedono quelli, come Kiro, che ormai vive solo nei nostri cuori resistenti, che hanno operato fino all’ultimo respiro perché quel sacrificio non andasse sprecato. Raccogliamo il testimone che i partigiani ci hanno lasciato, non lasciamolo cadere.

Noi celebriamo oggi la vittoria sul fascismo, ma non dimentichiamo che chi vinse il 25 aprile del ‘45 vinse per tutti, perché i frutti di quella vittoria nutrono la vita di tutti.

Viva l’Italia, Viva la Resistenza, Viva la Costituzione.

Mariella Laudadio, Presidente Anpi Cremona

Roberto Farinacci e l’arte al servizio del fascismo

Il Premio Cremona (1939-1941)
Roberto Farinacci e l’arte al servizio del fascismo

Incontro con il prof. Rodolfo Bona
venerdì 26 aprile 2013, ore 21 – Teatro Monteverdi (via Dante 149 Cremona)

vedi invito

25 aprile: scendiamo in piazza

Le Associazioni partigiane invitano i cittadini, le associazioni, i sindacati e i partiti a celebrare insieme il 25 aprile, nel 68° anniversario della Liberazione dell’Italia dal fascismo.

Partecipare alla manifestazione significa condividere i valori scritti nella nostra Costituzione nata dalla Resistenza, tanto più oggi, in un momento in cui la crisi economica e l’incertezza politica mettono in discussione i diritti fondamentali delle persone, dei lavoratori e dei disoccupati, dei giovani, delle famiglie, delle minoranze.

Le celebrazioni della giornata del 25 aprile non sono infatti un momento solamente simbolico ma sono il momento nel quale la nostra città e il nostro territorio devono ritrovare un senso di identità e la coscienza  della possibilità di un futuro condiviso, al di là delle differenze, fatto di pace e di lavoro, di solidarietà e di speranza. Continua »

Donne Resistenti

Le donne hanno avuto un ruolo essenziale nella Resistenza partigiana che si opponeva al regime fascista.
Anzitutto, le donne che hanno fatto la Resistenza hanno agito per libera scelta, convinte che non potevano starsene con le mani in mano e sopportare una vita senza libertà. Hanno deciso di rischiare la vita senza che nulla e nessuno glielo imponesse… liberamente.
Erano ragazze di 20 anni che con umiltà ed estrema determinazione, con coraggio e sacrificio, hanno combattuto un nemico tutto al maschile, fatto di camice nere e divise naziste.
Dapprima hanno vestito gli uomini, che dopo l’armistizio dell’8 Settembre, hanno gettato le uniformi militari e si sono dati alla Resistenza partigiana. Hanno nascosto nelle loro case i partigiani; gli hanno dato da mangiare e dormire.
Poi hanno fatto le staffette portando informazioni e armi agli stessi partigiani: qualcuna, ormai scoperta, è andata in montagna.
Molte di loro sono state arrestate, picchiate e seviziate, ma hanno saputo Resistere, convinte che per la libertà valeva la pena di rischiare la propria vita.
Queste Donne Resistenti, oggi tra gli 80 e 90 anni, sono le ultime testimoni viventi della dittatura fascista che ha trascinato l’Italia in guerra.
Il loro esempio di Resistenza, che ha portato la libertà nel nostro Paese, deve restare sempre vivo nella nostra memoria.
Il mio lavoro vuole essere un piccolo contributo in questo senso.

Paolo Bona

Stellina Vecchio, Cremona, maggio 1945 (fonte: Archivio Storico Cgil Cremona)

 

Le resistenti

Venerdì 5 aprile al Circolo Signorini – Via Castelleone 7, nell’ambito di Liberarci 2013, in collaborazione con l’Anpi di Cremona:
Donne protagoniste – dalla Resistenza alla democrazia, Debora Migliucci, Direttrice dell’Archivio del Lavoro CGIL di Milano.
Con contributi di Giuseppe Azzoni ed Ennio Serventi, ANPI Cremona.
A seguire canti popolari con Simona Maffini, Roberta Mozzi e Maurizio Corda.
Sono inoltre esposte le fotografie della mostra itinerante di Paolo Bona, Donne partigiane.

Pubblichiamo gli appunti per l’intervento di Giuseppe Azzoni.

Si riportano di seguito i nominativi contenuti nel Registro del Distretto Militare di Cremona con l’elenco delle donne riconosciute con la qualifica di “ partigiana combattente” o “patriota”
L’elenco reca l’intestazione Ruolo matricolare del distretto militare. Partigiane e patriote. Ruolo impiantato a norma circ. 40040/11/16/T in data 31.3.1952.
A mano, per tutti i nomi di questo elenco, qui è scritto “in territorio metropolitano contro i tedeschi”.
Io ho organizzato l’elenco per cognome e nome, seguito da anno e comune di nascita – formazione di appartenenza – periodo riconosciuto. Ho messo l’annotazione di “Patriota” dove è così segnato, per il resto vale sempre quella di “Partigiana combattente” che quindi non ho ripetuto.

Giuseppe Azzoni Continua »