Archivio Mensile: febbraio 2016

70 anni fa: accoglienza e solidarietà

Le madri cremonesi per i bambini italiani giunti dai luoghi della miseria postbellica

5 marzo 2016, ore 17 – SpazioComune, piazza Stradivari Cremona

Fabio Abeni illustra la sua ricerca con l’aiuto di testimonianze videoregistrate da Giancarlo Storti
Introduce Mariella Laudadio, presidente ANPI Cremona

Incontro organizzato dall’ANPI, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona  (vedi: volantino - Un successo l’iniziativa Anpi ‘I treni della felicità’ Le Donne cremonesi del PCI impegnate nell’accoglienza di bambini nel 1946)

Carlo Signorini 1916-1945

Il 10 febbraio 1916 nasceva a Milano Carlo Signorini. Partigiano comandante della SAP di S. Bernardo con il nome di battaglia “Lancia”. Cade in un’ imboscata, tesa dai tedeschi in ritirata, nei pressi di Pozzaglio il 27 Aprile del 1945.

Mercoledì prossimo una delegazione del Circolo ARCI a lui dedicato lo ricorderà presso il Tempietto dei Caduti nel Civico Cimitero di Cremona alle ore 10.45.

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Carlo Signorini è nato a Milano il 10.2.1916 da Santo (o Sesto in Parlato) e Maria Gradini. Il padre era falegname. La famiglia si trasferì a Cremona quando Carlo era ancora ragazzo, qui frequentò le elementari e poi la scuola industriale. Quindi fu operaio carrozziere. Abitava in via Fratelli Cairoli 7.
Nella 1a Brigata Matteotti sin dall’aprile 1944, in contatto col Negher, ne riceveva materiale di propaganda clandestina che distribuiva nella zona di Porta Milano. Man mano organizzò e diresse una SAP che raggiunse la consistenza di 30 elementi, che istruiva anche nell’uso delle armi. Il suo nome di battaglia era “Lancia”. Continua »

Sabbioni: l’ANPI condanna le provocazioni dell’estrema destra

L’ANPI di Crema esprime la propria profonda condanna per il vile gesto compiuto nella notte tra il 5 e il 6 febbraio nel quartiere dei Sabbioni, imbrattando strade e la vicina sede sindacale dell’U.S.B. a cui va tutta la nostra solidarietà.
Sottolineiamo come tali scritte, per i luoghi dove sono state fatte e per i contenuti, sono da ritenersi preoccupanti minacce e provocazioni dell’estrema destra che tenta di creare un clima di odio e di tensione.
Ignoranti che vorrebero riscrivere la storia e riportare in Italia e in Europa fascismo e nazismo, regimi sanguinari che hanno portato soppressione delle libertà, violenza, guerra, leggi razziali, campi di concentramenti e stragi in Europa.
L’ANPI proseguirà, senza farsi intimidire, nel suo lavoro quotidiano di impegno e promozione dei valori di giustizia, di pace, di libertà e antifascismo che hanno animato la Resistenza e restituito al Paese dignità e democrazia.
Riteniamo tali scritte uno sfregio alla comunità che colpisce la nostra tradizione di tolleranza e solidarietà, episodi che non vanno sottovalutati, per questo chiediamo la massima vigilanza, affinché non si ripetano tali azioni, e una risposta ferma da parte di tutti, Istituzioni, organizzazioni sindacali, forze politiche, cittadini.

Il Presidente
Paolo Balzari

L’epurazione (dal tribunale del CLN all’amnistia)

Quel 1946 della Repubblica e della Costituente: a Cremona settanta anni fa (2)

Giuseppe Tamburrano, in un sintetico saggio contenuto nel 13° volume della “Storia parlamentare e politica dell’Italia”, parla del problema della giustizia e delle sanzioni nei confronti del fascismo, descrivendo i contradditori passaggi e gli insoddisfacenti esiti di un processo “terribilmente complicato”. Man mano che i territori si liberavano dall’occupazione tedesca ci fu il “rito sommario” dei Tribunali straordinari del CLN, erano gli ultimi giorni di guerra e furono giustiziati, a partire dal duce, i fascisti della RSI giudicati con procedure straordinarie come colpevoli di gravissime colpe. Subito dopo subentrò una normalizzazione. Il Governo Militare Alleato ed un decreto del Governo Bonomi stabilirono le procedure particolari relative ai “reati fascisti”. Vi furono processi con cui si applicarono pene anche molto severe e sviluppi successivi che le attenuarono o annullarono. Si tentò una epurazione, nelle amministrazioni pubbliche ed altri enti, che in teoria doveva vagliare un’infinità di soggetti e che si incagliò fin dall’inizio. I CLN persero potere. Il clima politico cominciò presto a cambiare. La magistratura ordinaria riprese le proprie funzioni ma essa era ancora in gran parte quella degli anni precedenti. Continua »