Archivio Mensile: aprile 2017

Cremona, 26 aprile 1945. Gli eventi resistenziali a San Luca fra storia e ipotesi diverse

di Ennio Serventi

Il 26 aprile 1945
ardor pugnace d’adolescenza
stroncò sul fragile stelo
ATTILIO BARBIERI
studente liceale di anni 16
DANILO DE MARCHI
operaio di anni 18
BERNARDINO ZELIOLI
studente universitario di anni 18
falciati da mitraglia tedesca

la libertà frutto di sangue
è sacra*

*la rilettura di questa riga è stata resa possibile dal volontario intervento di restauro effettuato da Graziano Bertoldi

Tutti gli anni, nel giorno che ricorda la Liberazione dal fascismo, il corteo parte dal sagrato della chiesa di san Luca all’angolo con viale Trento Trieste. Per recarsi in piazza del Comune la sfilata potrebbe partire da un qualsiasi altro angolo di strada, dallo slargo davanti alla AEM o da piazza Risorgimento. La scelta di quel luogo non è casuale: sempre quell’appuntamento rievoca e si tramuta in un rinnovato omaggio ai ragazzi “falciati da mitraglia tedesca” ricordati sulla lapide infissa al muro del Tempietto del Cristo Risorto. Continua »

Marco Bricchi, partigiano e maestro

Non è mai facile salutare per l’ultima volta una persona, anche se la si è conosciuta da poco.
Marco l’avevo incontrato casualmente. Ad una delle recenti nostre iniziative, una signora ci aveva avvicinati dicendoci: “mio padre è stato partigiano!”
Ci lasciò un nome ed un numero di telefono. Noi, nei giorni successivi, cercammo fra le nostre carte e avemmo conferma. Sì, in quei mesi (che vanno dal 1944 all’aprile del 1945), Marco Bricchi era stato il partigiano “Giove”, inquadrato nella IV Brigata Garibaldi “Sforzini”.

Nel maggio del 1944 Marco era militare ad Asti. Incontrò un commilitone, si parlarono ed insieme decisero di lasciare l’esercito e di unirsi ai partigiani del comandante Barbato che già, numerosi, erano presenti nelle langhe astigiane ed alessandrine, nella valle del Belbo e del Bormida, fino ai confini con la Liguria.
Quel commilitone era il cremonese Aristide Chinzani e da quell’incontro Marco divenne il partigiano “Giove”.
In un libro autobiografico ha voluto mettere una breve didascalia alla riproduzione di una bella fotografia giovanile: “La foto che più mi è cara: da partigiano nel 1944”. Continua »

25 aprile 2017

Ivano Piazzi, il partigiano “Lupo”

L’ANPI cremonese piange la scomparsa del compagno Ivano Piazzi, il partigiano “Lupo”.

Era nato a Cremona nel 1926 e qui risiedeva quando, ancora diciottenne nel 1944, egli si sottrasse al reclutamento della RSI che intendeva mandarlo, come tanti giovani, in Germania ed andò partigiano in montagna. Con molti cremonesi si recò sulle Alpi del Piemonte, combattè nella 42° Brigata garibaldina nel territorio di Chianocco (Torino) e poi in Val Susa nella 17a Brigata “Felice Cima”, al comando di Deo Tonani, con “Kiro” Fogliazza commissario politico. Partecipò attivamente e con valore a molteplici azioni, tanto che il Comune di Chianocco a suo tempo gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Nell’immediato dopoguerra si era impegnato nel PCI ed aveva strettamente collaborato con Giacomo Bergamonti che venne eletto deputato nel 1948.

Negli anni ’60 si era trasferito in Liguria, sempre mantenendo uno stretto legame con la nostra città e la nostra ANPI. In tutti questi anni era stato invitato spesso in istituti scolastici, in Liguria e nella nostra provincia, a parlare della Resistenza agli studenti. Avrebbe dovuto tra qualche settimana accompagnare classi del liceo “Aselli” al colle del Lys in Val Susa. Nel 2015 rappresentò l’ANPI di Cremona nell’incontro celebrativo del 70° della Liberazione col Presidente della Repubblica a Roma. Lo scorso anno, alla Prefettura di Genova, fu anche a lui consegnata la “Medaglia della Liberazione”.

Eccidi e vittime in provincia di Cremona

Dalle schede dell’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (1943–1945)
a cura di Giuseppe Azzoni – ANPI e INSMLI di Cremona

Con l’inizio del 2017 si è concluso il percorso di un progetto teso a recuperare verità e memoria sulle stragi naziste e fasciste avvenute in Italia tra il 1943 e il 1945. Verità e memoria negate per tanti anni e in molti modi, compreso l’occultamento nel famigerato armadio della vergogna di denunce e documenti su fatti, vittime e colpevoli.
Il progetto venne avviato nel 2013 a seguito di precedente intesa intergovernativa tra Italia e Germania con l’istituzione di una commissione storica italo-tedesca che ha lavorato sulla questione. Su questa base si è avviato il progetto banca dati di tutti gli episodi di violenza com-messi da nazisti e fascisti in Italia tra il ’43 ed il ’45. Un “gruppo centrale” di ricerca (perno presso l’Università di Pisa) ha sia raccolto ed ordinato i documenti rinvenuti in sede centrale (compreso il famoso armadio), sia coordinato il lavoro realizzato sul territorio, provincia per provincia, da ANPI ed INSMLI elaborandone infine le risultanze.
I risultati di questa straordinaria attività sono contenuti in un volume di circa 600 pagine e nella banca dati www.straginazifasciste.it. Continua »