Archivio Mensile: luglio 2017

Fascismo e democrazia

di Gian Carlo Corada

Negli ultimi tempi si è molto parlato di fascismo ed antifascismo. Per varie ragioni. Anzitutto per diverse iniziative, a Milano ed altrove, di gruppi come “Casa Pound”, “Lealtà ed Azione”, “Forza Nuova”, che sono riusciti anche a prendere voti nelle recenti elezioni amministrative e far eleggere consiglieri e assessori. Poi, per la discussione di una proposta di legge, primo firmatario l’on. Fiano del PD, che vieta e punisce la propaganda di fascismo e nazismo e la ricostituzione di partiti ad essi ispirantesi, come peraltro già previsto dalla nostra Costituzione e da diverse leggi (la “Scelba” in particolare). Ora, esiste davvero il pericolo di un ritorno in Italia, in maniera massiccia, di ideologie e forze fasciste? Fino a qualche tempo fa, l’opinione prevalente fra commentatori e politici era che si trattasse di un fenomeno modesto, di alcuni vecchi nostalgici. Più folklore che altro, con commemorazioni ai cimiteri, saluti romani ed inni al Duce. E che fosse addirittura negativo parlarne, per non moltiplicarne il messaggio. Adesso, invece, ne parlano un po’ tutti! Il Direttore de “L’Espresso” (che apprezzo molto, peraltro) arriva a dire, nell’ultimo numero del settimanale, che “la voglia di fascismo… è indole italica” e che siamo un “popolo nato con la camicia (nera)”. Continua »

Antifascisti cremonesi nella guerra di spagna 1936-39

La festa dell’ANPI a Monticelli ha dedicato la serata di venerdì 23 giugno all’80° della guerra di Spagna. Si è inaugurata una importante mostra, commentata dalla curatrice Bruna Tabarri, figlia del combattente garibaldino in Spagna Ilario. È seguito il ricordo dei combattenti antifascisti in Spagna piacentini (relatore Franco Sprega) e cremonesi (Giuseppe Azzoni). Francesco Cattaneo, dell’ANPI di Lodi ha tratteggiato la figura di Francesco Scotti, nato a Casalpusterlengo e tra i protagonisti della lotta antifascista in Spagna e poi in Italia.

Per quanto riguarda il cremonese è stato innanzitutto ricordato l’oltranzismo di Farinacci anche in questa vicenda. Egli, insieme a Starace, fu in primissima fila nel propugnare l’intervento italiano in quella guerra, spalla a spalla coi camerati tedeschi. Nella primavera del 1937 andò egli stesso in Spagna, delegato da Mussolini a conferire con Franco ed a consolidare i rapporti con la Falange. Da Cremona partiranno diverse centinaia di “volontari” legionari del fascio, con ingaggio e paga giornaliera che si accompagnavano a pressioni e promesse di vario genere. Anch’essi, proprio in quel marzo in cui Farinacci è in Spagna, saranno partecipi della umiliante sconfitta fascista a Guadalajara. Nel corso della guerra diverse decine di loro saranno tra i caduti. Continua »