Un’odissea partigiana

Con il patrocinio del Comune di Cremona
Società Filodrammatica Cremonese
Nell’ambito della rassegna “FILO-LIBRI”
Sala Convegni del Circolo Filodrammatici (g.c.)
Piazza Filodrammatici, 2 – Cremona
Venerdì 13 Marzo 2015 – ore 17.00
Presentazione del libro di Mimmo Franzinelli, storico, e Nicola Graziano, magistrato,
Un’odissea partigiana
Edizioni Storie Feltrinelli
Si confrontano con gli autori Fulvio Stumpo, giornalista de La Provincia e Giovanni Rossi, giornalista di Cremona1

(vedi locandina)

Ciao Kiro

Domenica 22 febbraio al Circolo Signorini ARCI E ANPI ricordano il partigiano Kiro nel 2° anniversario della scomparsa.
Un sincero ringraziamento dalle due associazioni al Comitato Col del Lys e all’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza per la concessione del DVD che sarà proiettato nell’ccasione.
Sarà presente lo storico Marco Sguayzer che ha collaborato alla sua realizzazione.

Renato Campi, 22 dicembre 1925 – 16 febbraio 1945

(cliccare sull’immagine per ingrandirla)

Mario Coppetti, Commemorazione di Renato Campi in occasione del 60° della sua fucilazione,
Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, 19 febbraio 2005

L’antifascismo non è mai violenza

Il comitato direttivo provinciale Anpi Cremona, ha deliberato la diffusione del seguente comunicato:

Sabato 24 gennaio Cremona è stata teatro di una esplosione di violenza squadristica ingiustificata ed anche in contrasto con l’appello dei familiari di Emilio Visigalli.
I fatti, accaduti durante una manifestazione alla quale l’Anpi ha scelto di non partecipare, ci inducono a ribadire la posizione della nostra associazione riguardo all’uso della violenza ed all’antifascismo.
Non stupisca l’accostamento delle due parole: per noi “violenza” e “antifascismo” non possono stare insieme, eppure nelle ultime settimane attorno a questa nostra sempre ferma posizione c’è stata grande confusione sugli organi di stampa.
L’Antifascismo è libertà, è rispetto della legalità, è sostegno alle ragioni dei più deboli, è inclusione delle minoranze e valorizzazione delle differenze, di genere, di culto, di lingua, di opinione.
L’antifascismo non è mai violenza. Continua »

Ricordo del partigiano Renato Campi nel 70° della fucilazione

70 anni fa, il 16 febbraio 1945, al “poligono del tiro a segno” in località Po (dove poi sorgerà la raffineria) venne fucilato dai fascisti il giovanissimo partigiano Renato Campi, nome di battaglia “Spifferi” (riconosciuto come “partigiano combattente caduto”). Riportò la notizia “Il Regime fascista” due giorni dopo come “Fucilazione di un disertore”.
L’ANPI lo ricorderà domenica 22 febbraio prossimo, alle ore 10.30, davanti al “tempietto partigiano” del cimitero di Cremona, dove è sepolto. [Data spostata dal 15 al 22 febbraio, per impraticabilità - causa neve - del cimitero.]

Era nato a Cremona il 22 dicembre 1925 in una numerosa famiglia povera di via Alfeno Varo, il padre Alfredo carrettiere, la madre Giuseppa casalinga. Era appena diciottenne quando, a seguito dei famigerati bandi di leva dell’Italia occupata dai tedeschi, venne arruolato nella Guardia Nazionale Repubblicana. Ma non voleva proprio servire il nazifascismo e già nel luglio 1944 fuggì sulle montagne piacentine, nella zona di Vigoleno, dove entrò nella 62a Brigata Garibaldi “Luigi Evangelista”. A seguito del tremendo rastrellamento tedesco del gennaio 1945 rientrò clandestinamente a Cremona dove però venne individuato e preso dai fascisti. Fu torturato nella famigerata sede dell’UPI, la villa Merli di Viale Trento e Trieste, con scosse elettriche e sevizie. Al processo agli aguzzini, che si tenne nell’aprile ‘46, la sorella riferì che lui le disse in quei frangenti: “preferisco la morte” e che poi, sul suo cadavere, risultarono evidenti le cicatrici delle torture. Resistette agli interrogatori e venne condannato a morte dal fascio di Cremona. Scrisse una commovente lettera al padre: “Caro papà, sono qua ancora poche ore e poi dovrò morire…” Volle andare a piedi al luogo dell’esecuzione, dove ebbe l’incredibile forza di ironizzare esclamando, davanti al cartello “Vietato l’ingresso agli estranei”, “allora io qui non posso entrare!”. Si è saputo che morì dicendo “viva l’Italia” dopo aver rifiutato di essere bendato.

Cremona è città antifascista

Appello Giunta del Comune di Cremona e Associazioni partigiane

“Sabato sia manifestazione non violenta
Ribadiamo insieme che Cremona è città antifascista”

La Giunta comunale ha incontrato nella mattinata di mercoledì 21 gennaio in Sala Giunta le associazioni partigiane del territorio: Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Associazione Nazionale Divisione Acqui. Il sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti, per la Giunta comunale, e le Associazioni hanno sottoscritto il seguente appello:

Cremona è città antifascista, città che ha dato un contributo anche di sangue nella Guerra di Liberazione. Continua »

Per una nuova mobilitazione popolare unitaria

L’ANPI cremonese aderisce al

Appello dei cittadini e dei movimenti democratici cremonesi per una nuova mobilitazione popolare unitaria contro il fascismo, il razzismo e la violenza, per la democrazia, la libertà e l’uguaglianza

In queste ore il nostro primo pensiero è per Emilio, vittima di una violenza omicida che lo ha ridotto in coma. Ai suoi cari vogliamo far sentire il nostro abbraccio fraterno, ai suoi compagni esprimiamo la nostra vicinanza umana.
Alcune decine di picchiatori, provenienti anche da città vicine, guidati da alcuni dirigenti e militanti dell’organizzazione neofascista CasaPound di Cremona, ha assaltato con mazze e spranghe la sede del Centro Sociale Autogestito “Gastone Dordoni” scatenando contro i presenti una premeditata violenza.
Di fronte alla brutale aggressione fascista, l’intera comunità democratica cremonese esprima senza ambiguità l’assoluta condanna.
Di fronte a quanto è stato messo in atto non è più sufficiente una generica “condanna di ogni forma di violenza”. Continua »

Chiudere le porte della città alle organizzazioni neofasciste

In merito al grave episodio verificatosi a Cremona nella serata di domenica 18 gennaio 2015, l’ANPI, nel condannare con fermezza qualunque tipo di violenza, ribadisce ancora una volta la propria netta opposizione nei confronti dell’esistenza in città di gruppi e organizzazioni fasciste, poiché ritiene che la loro stessa presenza sia una forma di provocazione che in numerose occasioni si è rivelata fonte di violenza.
Per noi la Costituzione e le leggi della Repubblica, nonché numerose e documentate sentenze definitive della magistratura, parlano chiaro; quindi nessuno spazio, né fisico né culturale, né pubblico né privato, a organizzazioni razziste e fasciste.
Per questo l’Anpi, mentre si augura che le condizioni della persona gravemente ferita migliorino al più presto, chiede alle forze che tutelano l’ordine pubblico, più volte da noi sensibilizzate al riguardo, che si provveda a chiudere le porte della città alle organizzazioni neofasciste.

La presidenza ANPI Cremona

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