Vailate e le due guerre raccontate agli studenti

Con riferimento al protocollo tra Ministero dell’Istruzione e ANPI per il 70° della Resistenza, la sezione ANPI di Vailate ha proposto all’Istituto Comprensivo di Trescore un incontro da tenersi nelle scuole medie di Vailate. Previo accordo degli insegnanti interessati, l’iniziativa ha avuto luogo martedì 12 maggio con le due classi terze.
Giuseppe Azzoni, dell’ANPI provinciale, ha parlato delle essenziali vicende dei trent’anni intercorsi tra la primavera del 1915, intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale e la primavera del 1945, fine della seconda guerra mondiale e liberazione dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista. La relazione si è pertanto incentrata sui caratteri delle due guerre mondiali, del regime fascista e poi della Resistenza.

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La tessera del fascio

Tempo fa pervenne, per il tramite di Franco Dolci, all’ANPI di Cremona un voluminoso pacco di carte vecchie ed assai consunte. Venivano da Gussola ed erano rimaste celate per decenni in chissà quale cassapanca… Erano le cartelle e schede personali di 135 iscritti al Fascio del paese (tutti maschi). Sono intestate PNF – Federazione dei Fasci di Combattimento della Provincia di Cremona – Fascio di Gussola e sono aggiornate fino all’estate 1943, quando Mussolini fu dimissionato. Non riportano pertanto alcun riferimento al successivo Partito Fascista Repubblicano. […]

La ricerca che ne ho tratto non attiene assolutamente all’individuazione delle persone; rigorosamente ho utilizzato solo iniziali (lasciando al caso se prima quella del nome o del cognome).
Questi frammenti di vita di un paese interessano per quanto ci dicono dell’ordinaria realtà durante il ventennio. Non abbisognano nemmeno di commenti, salvo qualche raro chiarimento. (vedi il testo completo)

Giuseppe Azzoni

Cremona e la prima guerra mondiale

A 100 anni da quel maggio 1915 che vide l’Italia uscire dalla neutralità ed intervenire nella prima guerra mondiale, l’ANPI cremonese organizza un incontro pubblico di approfondimento e riflessione su quegli eventi, con particolare riferimento alla nostra storia locale.

L’incontro avrà luogo venerdì 22 maggio alle ore 21, nella saletta al piano terra di Palazzo Cittanova con due relazioni:

  • Cremona straordinario osservatorio dello scontro tra neutralisti ed interventisti (relatore Giuseppe Azzoni, del Direttivo provinciale ANPI)
  • Il mondo contadino e l’agricoltura del nostro territorio durante la guerra 1915-18 (relatore Fabrizio Superti, ricercatore, Sindaco di Persico Dosimo).

Presiede il Prof. Rodolfo Bona, vicepresidente Anpi provinciale Cremona, referente del progetto “Cultura a Cremona 2015” del Comune di Cremona.

Al Presidente Mattarella, con fiducia

Carissimo sig. Presidente,
chi Le scrive rappresenta l’ANPI della provincia di Cremona.
Da alcuni anni nella nostra città siamo costretti ad assistere, ogni 26 di aprile, all’interno del Civico Cimitero, alla commemorazione di Benito Mussolini, dei caduti della RSI e delle SS naziste.
Ferma restando la pietà per i morti ed il loro diritto di essere ricordati da chi si sente loro vicino, tutto ciò che avviene in quella data, scelta non a caso, è palesemente in contrasto con la Costituzione, con le leggi della Repubblica e, ora, anche con recenti sentenze della Corte di Cassazione.
Ci sono video, girati dalle forze dell’ordine, che mostrano decine di persone che, dopo la Messa, si recano in corteo presso la tomba di Farinacci. Qui, fra bandiere e gagliardetti di stampo fascista e nazista, individui in camicia nera, italiani e stranieri, si esibiscono nel saluto romano ed in inni e cori fascisti.
Quest’anno l’amministrazione comunale della città ha esplicitamente vietato questa massiccia apologia di fascismo; la questura ha vigilato e forse farà denuncia; lo scorso anno l’Anpi ha fatto un esposto alla magistratura; alcuni nostri parlamentari hanno segnalato il fatto in Parlamento.
Ma tutto va avanti come se non avessimo una Costituzione antifascista e leggi chiarissime in materia.
Conoscendo la Sua sensibilità sull’argomento, e considerando la Sua carica di Presidente del CSM, mi rivolgo a Lei sperando che finalmente si ponga un argine al reiterarsi di un reato che ferisce la memoria dei martiri che abbiamo ricordato solo pochi giorni fa e mette in discussione la stessa Costituzione antifascista.
Grazie per la Sua attenzione
Con stima e fiducia
Mariella Laudadio
Presidente ANPI provinciale Cremona

Da uno straordinario “Settantesimo” nuove forze e nuovo impegno

Il settantesimo anniversario della Liberazione è stato occasione di iniziative particolarmente numerose anche nella nostra città ed in provincia. L’ANPI ne è stata promotrice o è stata presente con numerosi altri soggetti istituzionali ed associativi. In un grande numero di Comuni, a partire dal capoluogo, le manifestazioni del 25 aprile hanno visto una partecipazione popolare superiore e non di poco agli anni scorsi. Nel grande corteo di Cremona abbiamo portato le immagini dei Caduti partigiani, alcune, come quelle di Novasconi e di Campi, sono state portate dai famigliari degli stessi.
Fittissime e ben riuscite nelle settimane scorse anche le iniziative non meramente celebrative. Ne citiamo alcune. Continua »

Bicincittà – sui luoghi della Resistenza cremonese

UISP, ANPI, Comune di Cremona, Associazione Unitaria Pensionati
per la sicurezza stradale dei ciclisti
BICinCITTÀ – 23a edizione (vedi locandina)
Ciclopasseggiata per Cremona a misura di tutti
con raccolta fondi a favore di ANFFAS Cremona
DOMENICA 10 MAGGIO 2015
con partenza da Piazza S. Luca (Corso Garibaldi) ore 9.30 e arrivo al centro anziani Il Cascinetto
Ritrovo ore 9.00
Iscrizione: euro 6,00 (dà diritto alla T-Shirt personalizzata e al ristoro finale)
Informazioni: UISP – 0372431771, cremona@uisp.it

Percorso di km 13 con brevi soste presso i luoghi significativi della Resistenza e della Liberazione a Cremona

Ancora un reato

Anche quest’anno la nostra città, in particolare il Civico Cimitero di Cremona, è stata teatro di un reato che, ancora una volta, forse, resterà impunito. Ci riferiamo ai “saluti romani” esibiti durante la commemorazione di Mussolini il giorno 26 aprile u.s., nonostante un esplicito divieto da parte del Sindaco. Ci rivolgiamo di nuovo alla magistratura, come abbiamo fatto lo scorso settembre con un esposto per ora senza esito, per segnalare una recentissima sentenza della Corte di Cassazione, la N.37577 del 12 settembre 2014, secondo la quale il saluto romano, soprattutto quando posto in essere durante pubbliche manifestazioni, è ancora un gesto perseguibile. Nella sentenza si rileva che “nulla autorizza a ritenere che il decorso di ormai molti anni dall’entrata in vigore della Costituzione renda scarsamente attuale il rischio di ricostituzione di organismi politico-ideologici aventi comune patrimonio ideale con il disciolto partito fascista o altre formazioni politiche analoghe”.

Ci chiediamo se quest’ultima sentenza dell’organo supremo della magistratura, unita alle precedenti, potrà essere utile ai magistrati cremonesi, nel 70esimo anniversario della sconfitta del fascismo, per stabilire una volta per tutte che l’esecuzione e l’esibizione di inni, saluti, bandiere, simboli dello sconfitto regime fascista costituiscono reato. Nel frattempo l’ANPI provvederà a segnalare al Ministro della Giustizia ed al Presidente Mattarella, l’episodio che qui da noi si ripete ogni anno.

Mariella Laudadio, presidente ANPI Cremona

25 aprile 2015 – giorno di festa

L’intervento della presidente provinciale dell’ANPI, Mariella Laudadio, in nome delle associazioni partigiane

Oggi è una giornata di festa e di gioia. È il compleanno della libertà.
70 anni fa ebbe termine la lotta di liberazione dal nazifascismo, finì una guerra criminale, decisa da criminali, e insieme finì un regime che in vent’anni aveva rimesso in discussione, anche con le leggi razziali, i sentimenti più sacri dell’animo umano: la solidarietà, la compassione, il rispetto per la vita altrui.
La lotta è stata lunga: la Resistenza armata è durata venti lunghi mesi ed è stata preceduta da 20 anni di Resistenza silenziosa di tanti antifascisti che, se scoperti, hanno pagato con il carcere o la morte. Continua »

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