Gli antifascisti cremonesi anche quest’anno al Col del Lys

Nel ricordo dei 2.024 Caduti nelle valli di Susa, Chisone, Sangone e Lanzo; nel ricordo dei 14 cremonesi caduti lassù per la Libertà; nel ricordo degli oltre 120 partigiani cremonesi che combatterono in quelle valli; ANPI Cremona organizza anche quest’anno la partecipazione alla manifestazione nella quale, tra gli altri, prenderà la parola Ivano Piazzi (Lupo), partigiano cremonese combattente in Val Susa nella XVII Brigata Garibaldi “Felice Cima”. Nell’occasione sarà scoperta una targa in memoria di Enrico “Kiro” Fogliazza.

A chiusura ufficiale della manifestazione, come ogni anno, ciascun cremonese deporrà un fiore ai piedi del Monumento che ricorda l’eccidio del Col del Lys.

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2 giugno, la Costituzione

Il Circolo cittadino “Salvador Allende” dell’Anpi di Cremona

in relazione ai diversi progetti che nazionalmente si vanno formulando, anche in sede governativa, a riguardo di un sistema di riforme costituzionali:

ribadisce la più ferma contrarietà ad ogni modifica, legislativa o di fatto, all’art. 138 della Costituzione, che –semmai– dovrebbe essere rafforzato e del quale, in ogni caso, s’impone la più rigorosa applicazione;

conferma il netto convincimento che il procedimento da seguire non può che essere quello parlamentare, attraverso gli strumenti e le commissioni parlamentari;

riafferma la convinzione che le riforme possibili ed auspicabili sono SOLO quelle che risultano in piena coerenza  con i principi della prima parte della Costituzione e con la stessa concezione che è alla base della struttura fondamentale della seconda;

s’impegna affinché i fondamentali principi contenuti nella prima parte della Costituzione non siano alterati o surrettiziamente  vanificati dalla modifica di quanto contenuto nella seconda parte della Costituzione stessa. Continua »

Crema: presentazione del libro “Fascismo a Cremona e nella sua provincia”

La Sezione ANPI “Enrica Gandolfi – Francesco Ronchi” Crema
Venerdì 17 maggio 2013 ore 21
presso Sala della Provincia – via Giacomo Matteotti
presenta il libro Fascismo a Cremona e nella sua provincia 1922–1945.

Ne discutono con l’autore della ricerca Giuseppe Azzoni
Romano DASTI coautore del Libro
Felice LOPOPOLO Presidente Centro Ricerca Galmozzi
Mariella LAUDADIO Presidente ANPI Provinciale
Presiede Paolo Balzari ANPI Crema

90° della morte di Carlo Comaschi a seguito di violenza squadrista

di Giuseppe Azzoni, direttivo provinciale ANPI

Commemoriamo quest’anno, nella festa della Liberazione qui sulla grande piazza che porta il suo nome, il cittadino di Gussola Carlo Comaschi. Un nome importante per tutto il casalasco e per la nostra provincia. Esso infatti si affianca a quello di altre vittime del fascismo: Matteotti, i Rosselli, don Minzoni, i Cervi…
In particolare qui nella nostra provincia, dove lo squadrismo fu particolarmente efferato, il suo nome si accomuna a quelli di Attilio Boldori, dirigente cooperativo e vicepresidente della Provincia, ucciso a bastonate, Ferruccio Ghinaglia di Casalbuttano, ucciso con una revolverata a tradimento a Pavia dove studiava, Attilio Bonomi, fornaio di Crema, inseguito ed ucciso per strada nel centro in pieno giorno. Nella nostra provincia le vittime dello squadrismo farinacciano nel 1921 e ’22 furono alcune decine, centinaia le gesta violente di vario genere.
A Carlo Comaschi è dedicata una significativa pubblicazione di Giovanni Magni e Giovanni Mantovani. Egli era nato a Gussola nel 1878, morì nel marzo 1923 a causa della violenta aggressione di due fascisti mentre era al suo tavolo di impiegato di questo Comune. Continua »

Lettera aperta alle istituzioni della Città di Cremona

Sabato 4 maggio Cremona sarà teatro di un evento vergognoso che catalizzerà l’attenzione dei media del nostro Paese: l’inaugurazione della sede del gruppo neofascista denominato CasaPound.
Si prevede l’arrivo in città di un centinaio di fascisti da tutto il nord Italia, con bandiere, svastiche, cori e saluti romani; apprendiamo che sarà impegnato il battaglione dell’Arma di Milano specializzato in operazioni antisommossa per fronteggiare eventuali scontri evidentemente prevedibili.
Lo spettacolo che si vuole offrire della nostra città è dunque quello di una palestra del risorgente fascismo, finalmente sdoganato dal colpevole (o consapevole?) assenso delle istituzioni democratiche, contro le leggi e la Costituzione?
Ancora una volta l’Anpi si fa portavoce dei cremonesi antifascisti che solo una settimana fa, il 25 aprile, hanno apprezzato le parole apparentemente sincere del sindaco Perri e ribadito il proprio impegno contro ogni forma di razzismo e contro ogni revisionismo.
L’Anpi chiede al sindaco ed alle autorità competenti la revoca del permesso concesso a CasaPound perché riteniamo che sia giunto il momento che chi ha responsabilità politiche o di ordine pubblico, se le assuma fino in fondo.

La presidenza ANPI provinciale

Un paese senza memoria è un paese senza futuro

Chiediamo alle istituzioni di vigilare sulla manifestazione in onore di Mussolini che si terrà al Civico Cimitero di Cremona il 28 aprile col pretesto di una messa in memoria.

L’anno scorso, nella stessa ricorrenza, si è svolta una vera e propria adunata nazi-fascista, con tanto di divise, insegne e partecipazione di fascisti venuti dall’estero.

Il tutto senza alcuna pubblica e significativa reazione da parte delle istituzioni cittadine, incuranti del fatto che, ordine pubblico a parte, vi sono simboli, slogan e gesti che sono con tutta evidenza apologetici della dittatura fascista.

Chiediamo che non accada più, e che l’Amministrazione comunale faccia rispettare l’uso corretto del Cimico Cimitero.

Anpi Cremona
25 aprile 2013

25 aprile 2013

È molto difficile quest’anno augurare buon 25 aprile.

In un momento grave e buio per il Paese l’Anpi sente di dover richiamare tutti al senso di responsabilità nella difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, perché è in momenti come questo, con la stragrande maggioranza dei cittadini in profonda difficoltà, giovani e meno giovani senza lavoro, famiglie senza un’abitazione decente, gli italiani impotenti di fronte alla corruzione e senza più fiducia nel futuro, è in momenti come questo che si fa strada la tentazione di rinunciare ai propri diritti in cambio di un illusorio miglioramento della propria condizione individuale; ed è in momenti come questo che trovano spazio gruppi e movimenti neofascisti che nascondono dietro campagne di solidarietà sociale e associazionismo culturale un’idea di società autoritaria, violenta e razzista, basata su politiche xenofobe e revisioniste.

L’Anpi chiede oggi che non si giochi con la storia, che non si neghi, che non si mistifichi, che non si dimentichi; scrive Pasolini: “L’Italia rimuove il proprio passato; se l’Italia avesse cura della propria storia, della propria memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi sempre vive”.

In tanti morirono negli anni fra il ‘43 e il ‘45, e noi rispettiamo tutti i morti; ma sia chiaro che non possiamo e non dobbiamo confondere le vittime con i carnefici. Non è per questo che i partigiani che qui oggi ricordiamo e i cui ideali guidano l’azione dell’Anpi, non è per questo che i partigiani hanno combattuto e sono morti, non è per questa Italia smemorata!

E allora il nostro è un grido di allarme rivolto ai cittadini: rifiutiamoci di prestare orecchio a chi ci vorrebbe indifferenti, noi chiediamo agli antifascisti tutti di non rispondere alle provocazioni delle nuove destre estreme ed alle vergognose aggressioni che esse mettono in atto, rifiutiamo qualsiasi violenza: apriamo le nostre menti, pensiamo con la nostra testa: non si esce dalla crisi, morale ed economica, tornando ad un passato nefasto che la storia ha condannato, non è con il fascismo, il populismo e la demagogia che si esce dalla crisi, ma con più lavoro, più diritti, più giustizia sociale: in una parola “più Costituzione”. E ricordiamoci che le libertà costituzionali conquistate con la Lotta di liberazione bisogna riguadagnarsele ogni giorno, ancora ed ancora.

Alle istituzioni chiediamo di stare all’erta, di non sottovalutare i segnali preoccupanti, e non concedere spazio a gruppi chiaramente di estrema destra che diventano sempre più folti e aggressivi anche nella nostra città e nel nostro territorio, di applicare le leggi e la Costituzione, per non diventare complici involontari di chi vorrebbe farci uscire dalla crisi imboccando la porta sbagliata.

Lo chiedono i nostri morti, quelli che hanno sacrificato la giovinezza e la vita per donarci un mondo migliore, come Brugnolotti e Barabaschi, i cui nomi sono stati finalmente scolpiti insieme agli altri sulla lapide in cortile Federico II e lo chiedono quelli, come Kiro, che ormai vive solo nei nostri cuori resistenti, che hanno operato fino all’ultimo respiro perché quel sacrificio non andasse sprecato. Raccogliamo il testimone che i partigiani ci hanno lasciato, non lasciamolo cadere.

Noi celebriamo oggi la vittoria sul fascismo, ma non dimentichiamo che chi vinse il 25 aprile del ‘45 vinse per tutti, perché i frutti di quella vittoria nutrono la vita di tutti.

Viva l’Italia, Viva la Resistenza, Viva la Costituzione.

Mariella Laudadio, Presidente Anpi Cremona

Roberto Farinacci e l’arte al servizio del fascismo

Il Premio Cremona (1939-1941)
Roberto Farinacci e l’arte al servizio del fascismo

Incontro con il prof. Rodolfo Bona
venerdì 26 aprile 2013, ore 21 – Teatro Monteverdi (via Dante 149 Cremona)

vedi invito

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