Roberto Farinacci e l’arte al servizio del fascismo

Il Premio Cremona (1939-1941)
Roberto Farinacci e l’arte al servizio del fascismo

Incontro con il prof. Rodolfo Bona
venerdì 26 aprile 2013, ore 21 – Teatro Monteverdi (via Dante 149 Cremona)

vedi invito

25 aprile: scendiamo in piazza

Le Associazioni partigiane invitano i cittadini, le associazioni, i sindacati e i partiti a celebrare insieme il 25 aprile, nel 68° anniversario della Liberazione dell’Italia dal fascismo.

Partecipare alla manifestazione significa condividere i valori scritti nella nostra Costituzione nata dalla Resistenza, tanto più oggi, in un momento in cui la crisi economica e l’incertezza politica mettono in discussione i diritti fondamentali delle persone, dei lavoratori e dei disoccupati, dei giovani, delle famiglie, delle minoranze.

Le celebrazioni della giornata del 25 aprile non sono infatti un momento solamente simbolico ma sono il momento nel quale la nostra città e il nostro territorio devono ritrovare un senso di identità e la coscienza  della possibilità di un futuro condiviso, al di là delle differenze, fatto di pace e di lavoro, di solidarietà e di speranza. Continua »

Donne Resistenti

Le donne hanno avuto un ruolo essenziale nella Resistenza partigiana che si opponeva al regime fascista.
Anzitutto, le donne che hanno fatto la Resistenza hanno agito per libera scelta, convinte che non potevano starsene con le mani in mano e sopportare una vita senza libertà. Hanno deciso di rischiare la vita senza che nulla e nessuno glielo imponesse… liberamente.
Erano ragazze di 20 anni che con umiltà ed estrema determinazione, con coraggio e sacrificio, hanno combattuto un nemico tutto al maschile, fatto di camice nere e divise naziste.
Dapprima hanno vestito gli uomini, che dopo l’armistizio dell’8 Settembre, hanno gettato le uniformi militari e si sono dati alla Resistenza partigiana. Hanno nascosto nelle loro case i partigiani; gli hanno dato da mangiare e dormire.
Poi hanno fatto le staffette portando informazioni e armi agli stessi partigiani: qualcuna, ormai scoperta, è andata in montagna.
Molte di loro sono state arrestate, picchiate e seviziate, ma hanno saputo Resistere, convinte che per la libertà valeva la pena di rischiare la propria vita.
Queste Donne Resistenti, oggi tra gli 80 e 90 anni, sono le ultime testimoni viventi della dittatura fascista che ha trascinato l’Italia in guerra.
Il loro esempio di Resistenza, che ha portato la libertà nel nostro Paese, deve restare sempre vivo nella nostra memoria.
Il mio lavoro vuole essere un piccolo contributo in questo senso.

Paolo Bona

Stellina Vecchio, Cremona, maggio 1945 (fonte: Archivio Storico Cgil Cremona)

 

Le resistenti

Venerdì 5 aprile al Circolo Signorini – Via Castelleone 7, nell’ambito di Liberarci 2013, in collaborazione con l’Anpi di Cremona:
Donne protagoniste – dalla Resistenza alla democrazia, Debora Migliucci, Direttrice dell’Archivio del Lavoro CGIL di Milano.
Con contributi di Giuseppe Azzoni ed Ennio Serventi, ANPI Cremona.
A seguire canti popolari con Simona Maffini, Roberta Mozzi e Maurizio Corda.
Sono inoltre esposte le fotografie della mostra itinerante di Paolo Bona, Donne partigiane.

Pubblichiamo gli appunti per l’intervento di Giuseppe Azzoni.

Si riportano di seguito i nominativi contenuti nel Registro del Distretto Militare di Cremona con l’elenco delle donne riconosciute con la qualifica di “ partigiana combattente” o “patriota”
L’elenco reca l’intestazione Ruolo matricolare del distretto militare. Partigiane e patriote. Ruolo impiantato a norma circ. 40040/11/16/T in data 31.3.1952.
A mano, per tutti i nomi di questo elenco, qui è scritto “in territorio metropolitano contro i tedeschi”.
Io ho organizzato l’elenco per cognome e nome, seguito da anno e comune di nascita – formazione di appartenenza – periodo riconosciuto. Ho messo l’annotazione di “Patriota” dove è così segnato, per il resto vale sempre quella di “Partigiana combattente” che quindi non ho ripetuto.

Giuseppe Azzoni Continua »

Arci: lettera aperta al direttore di Mondo Padano

Egregio signor direttore,

in riferimento all’articolo pubblicato su Mondo Padano del 25 marzo 2013 a firma di Bibiana Sudati, l’Anpi di Cremona esprime tutto il proprio sconcerto per aver visto l’Arci annoverata fra i “gruppi estremisti”.

L’Anpi conosce bene la natura, le iniziative ed i campi di azione dell’Arci a causa di una lunga e proficua collaborazione fra le nostre due Associazioni, volta in particolare ad un’azione culturale di alto livello riguardo all’integrazione, alla lotta contro l’illegalità e la discriminazione di ogni genere; azione che trova l’Anpi partecipe e solidale, perché convinta che queste siano sfide culturali per la nostra democrazia e non attività “estremiste”.

Chi si prendesse il disturbo di andare sul sito internet dell’Arci, o almeno di fare due passi fino alla sede di via Speciano, apprenderebbe così che l’Arci è un’associazione socio-culturale che “fonda le proprie radici nella storia della mutualità e del solidarismo; (…) si riconosce nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo e affermati nella Costituzione; (…) si richiama alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, alla Convenzione internazionale sui diritti dell’Infanzia, e a tutte le Convenzioni ONU sui diritti sociali, culturali, delle donne, dei migranti; (…) partecipa alla costruzione dello spazio pubblico europeo.” (Dallo Statuto nazionale dell’Arci)

Quanto alle sue attività a Cremona, vengono organizzati concerti, corsi di musica, danza, ginnastica, lingue, scambio gratuito di libri, pomeriggi dedicati alle famiglie con bambini; si partecipa alle attività della Carovana antimafie e si collabora con la Tavola della Pace per la marcia Perugia-Assisi.

Stupisce e preoccupa che si sia voluta annoverare una simile associazione fra i gruppi dell’ “estremismo radicale” che si ispirano a “miti e simboli del passato” ritraendo, forse caricaturalmente, i suoi iscritti con “Kefiah al collo e capelli rasta con la barba incolta”.

Siamo certi che Mondo Padano sia in grado di approfondire le proprie ricerche sugli argomenti che affronta per fornire ai  lettori una informazione di più alto livello.

Distinti saluti

La Presidenza dell’Anpi provinciale

Casa Pound a Cremona e il germe della violenza

In merito ai fatti avvenuti in città nella notte fra il 16 e il 17 u.s., che hanno visto coinvolti esponenti di Casa Pound ed elementi contrapposti, l’ANPI, nel deplorare l’uso della violenza, di qualunque matrice, ritiene profondamente sbagliato l’aver consentito l’insediarsi di presidi di formazioni di estrema destra in città.
Chiede pertanto alle autorità preposte all’ordine pubblico, di rivedere le proprie decisioni in merito. Consentire e tollerare la presenza e le sedi di gruppi eversivi di estrema destra a Cremona, oltre che contravvenire alla XII disposizione transitoria della Costituzione e alla legge Mancino, ha la preoccupante conseguenza di inoculare un germe pericoloso nelle menti dei più giovani come già viene rilevato in alcune scuole cittadine. La nostra democrazia ripudia il razzismo, l’omofobia e la violenza: ci aspettiamo che anche le autorità si facciano carico di questo impegno con fatti e decisioni concrete.
La presidenza provinciale ANPI

comunicato inviato alla stampa locale, al Sindaco di Cremona, al Questore, al Prefetto

Dedica

In occasione della presentazione del libro “Fascismo a Cremona e nella sua provincia” il prof. Mario Coppetti, già presidente provinciale dell’Anpi cremonese, ha voluto offrire una targa a Giuseppe Azzoni, autore della ricerca e coordinatore del gruppo di lavoro che ha realizzato il volume, con la seguente iscrizione:

“a nome di tutti quelli che hai tolto dall’anonimato e che non sono più”

La memoria batte nel cuore del futuro

Cremona, 16.3.2013 – presentazione del volume “Fascismo a Cremona e nella sua provincia”
(video su www.welfarenetwork.it)

Intervento del presidente Anpi Cremona, Mariella Laudadio

Buona sera e grazie, a nome dell’ANPI, a tutti voi che avete scelto di partecipare a questo incontro; al prof.Coppetti, prezioso testimone, alla dottoressa Bellardi, direttrice dell’Archivio di Stato di Cremona, e al prof Rozzi, docente universitario, ma soprattutto autore di numerose pubblicazioni su Cremona e sul periodo cui il libro “Il fascismo a Cremona e nella sua provincia” fa riferimento.

Grazie a nome dell’Anpi innanzitutto a Giuseppe Azzoni che è stato il motore principale della realizzazione del testo: quanti di voi vorranno leggerlo si renderanno conto del gran lavoro fatto e ancora di più dell’amore con cui è stato fatto

Grazie agli altri autori, Evelino Abeni, Rodolfo Bona, Giancarlo Corada, Romano Dasti, Michele De Crecchio, Giorgio Lipreri, Mimmo Palmieri, Giuseppe Rocchetta, Ennio Serventi, Massimo Terzi e Franco Verdi, che hanno arricchito con preziose monografie il bagaglio di conoscenze che il libro ci fornisce

Grazie all’Archivio di stato e alla Biblioteca governativa di Cremona, per la disponibilità e la collaborazione nella ricerca e a tutti coloro che hanno fornito memorie, testimonianze e documenti.

Infine grazie all’Associazione Enrico Berlinguer di Soresina per il determinante contributo e per lo stesso motivo alla Fondazione Cremona Democratica, alla fondazione Comunitaria della provincia di Cremona, alla Coop Lombardia, alla Camera di Commercio, alla CGIL provinciale, ai comuni di Casalmaggiore e Castelverde. Senza il loro sostegno l’Anpi certamente non avrebbe avuto la possibilità di realizzare l’opera.

Consentitemi un ultimo grazie, che non c’entra molto con la realizzazione di questo volume, ma per noi dell’Anpi molto sentito, ad una persona che è mancata meno di un mese fa, Kiro Fogliazza, perché senza di lui e dei suoi compagni partigiani, non solo non ci sarebbe l’Anpi, ma non ci sarebbero la nostra bella Costituzione e la nostra democrazia, ancorché imperfetta

“La memoria batte nel cuore del futuro”

Questa è la frase che compare sulla tessera Anpi del 2013  ed è anche l’essenza della missione dell’Anpi, perché noi ci proponiamo da sempre di legare la memoria del passato alla costruzione del futuro attraverso la difesa della Costituzione nata dalla Resistenza. Continua »

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