Proposta di legge popolare contro la propaganda fascista

Giornate del tesseramento

Democrazia e fascismo

È stato recentemente approvato anche in Consiglio Comunale a Cremona un testo (integralmente riportato a parte) già approvato in numerosi Comuni italiani. In sostanza, la Mozione vincola l’Amministrazione Comunale a concedere sedi e spazi pubblici solo a chi sottoscrive una dichiarazione di lealtà alla Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista. La decisione è stata assunta con la sola astensione della Lega e di Fratelli d’Italia. Ora ovviamente bisognerà farla applicare e non sarà facile. Comunque un punto fermo è stato ribadito: chi si richiama a (dis)valori nazifascisti e razzisti non ha diritto di fare propaganda. Ve n’era bisogno? Da un certo punto di vista no, in quanto la Costituzione e due Leggi già lo vietano. Da un altro punto di vista sì, in quanto, in barba a Costituzione e Leggi, la diffusione di questi (dis)valori è ampia e bisogna pur tentare di porvi argine (non solo, certamente, con provvedimenti comunali ma approvando leggi ancor più severe e precise, che riguardino anche ad esempio la propaganda via social, e facendole rispettare). Mi sembra però già di sentire le obiezioni: così si vieta la libertà di parola! Anche i fascisti hanno il diritto di dire la loro! Ebbene, l’opinione personale è un conto, la propaganda un altro. Chi negherebbe (ed ha negato) ad altri il diritto alla vita non può fare come se nulla fosse successo e negare, ad esempio, o sminuire le deportazioni, le stragi, le torture, le camere a gas, i lager; o l’abolizione di qualsiasi libertà e di ogni diritto. Continua »

30 gennaio: la nascita del Pci a Cremona

Sabato 30 gennaio ha avuto luogo al cimitero di Cremona la commemorazione del centenario della nascita del PCI a Cremona, con un ricordo di tre protagonisti di essa con fiori rossi deposti sulle loro tombe dalla presidente della Fondazione Cremona democratica Giovanna Mazzeo. È stata quindi letta ai presenti la seguente sintetica nota biografica di ognuno. La delegazione ha anche sostato e reso omaggio alla tomba di Attilio Boldori, dirigente socialista e cooperativo, vice presidente della Provincia, come Ghinaglia assassinato da squadristi nel 1921: le loro due tombe sono vicinissime una all’altra. 

TARQUINIO POZZOLI

È nato a Cremona il 24 maggio 1896. Per sventure familiari fu costretto a trascorrere infanzia ed adolescenza nell’Istituto Manini per ragazzi abbandonati. Grame condizioni di vita e punizioni per il suo carattere poco arrendevole. In quegli anni si ammalò di TBC. Uscito dal Manini negli anni ’13-14 lavorò come falegname e poi alla Cavalli e Poli e si iscrisse al Circolo Giovani socialisti. Chiamato alle armi e mandato al fronte sul Carso subì gli attacchi con i gas, fu ricoverato e poi riformato. Tra i soldati e poi tornato a Cremona fu in prima fila nell’organizzare la propaganda contro la guerra. Denunciato venne processato dal tribunale militare a Pradamano nel 1917 con altri cremonesi (tra cui Bernamonti) e condannato a 10 anni di reclusione nel penitenziario di Portolongone. Vi stette rinchiuso fino al 1919, anno della amnistia, quindi tornò a Cremona. Qui diventò il capo della corrente del PSI che si differenziava dai riformisti e dai massimalisti e che darà vita al PCd’I. Capace ed attivissimo nella lotta politica e sociale fu dirigente nel PSI e nel 1920 eletto consigliere del Comune di Cremona. Il PSI si era confermato in maggioranza e Pozzoli venne eletto Sindaco succedendo ad Attilio Botti. Nella situazione difficilissima della miseria e delle violenze del primo dopoguerra portò avanti con intransigenza le realizzazioni del municipio socialista nella scuola, nei servizi sociali e sanitari, nella assistenza, nel supporto al lavoro pretendendo che i ceti benestanti contribuissero ai bisogni del Comune pagando adeguata tassazione. Nel partito capeggiava la corrente di Amadeo Bordiga e dopo la scissione di Livorno diventò segretario della federazione provinciale del PCd’I. Continua »

Luigi Ruggeri “Carmen”

Il 24 settembre ricorre l’anniversario della fucilazione di Luigi Ruggeri “Carmen”.
Era nato nel 1920 a S. Martino in Beliseto, Sottufficiale della Guardia di Finanza. Venne purtroppo sorpreso e catturato dai fascisti a Pozzaglio il 20 settembre, subì senza cedimento sevizie e torture e venne fucilato all’alba del 24 settembre 1944.

La ricorrenza verrà ricordata sabato 10 ottobre 2020

PROGRAMMA

09.50: ritrovo davanti al Comune di Pozzaglio ed Uniti;
10.00: raduno in sala consiliare;
10.10: saluto del Sindaco;
10.20: intervento del Presidente provinciale ANPI prof. Gian Carlo Corada;
10.30 partenza dal Comune per recarsi sul luogo della fucilazione davanti alla lapide:
• deposizione di un mazzo di fiori;
• lettura della preghiera del Partigiano;
• benedizione della lapide.

La cerimonia si svolgerà nel rispetto di tutte le norme COVID19 emanate dal Ministero della Sanità.

Il novero dei sovversivi

Se pure con fini ben diversi da quelli per i quali oggi li consultiamo e li studiamo, si sono prodotti, ordinati e conservati negli anni tanti documenti di storia e di memoria assai preziosi.  Il casellario della Questura, al quale è complementare l’archivio della Prefettura – ambedue oggi presenti nel nostro Archivio di Stato  (vedi mostra) – sono fonti ricchissime. Ne abbiamo tratto questo “repertorio” di tutti i fascicoli, con poche righe “distillate” dalle carte, anche numerose, relative ad ogni soggetto. » continua a leggere

Partigiani combattenti

L’ANPI ricorda i Partigiani combattenti della provincia di Cremona riconosciuti dalle “Commissioni regionali per il riconoscimento delle qualifiche partigiane”
a cura di Giuseppe Azzoni

Elenco dei nominativi. Chiavi di lettura e avvertenze

Gli uomini e le donne che avevano dato vita alla Resistenza avrebbero dovuto essere poi i protagonisti nell’Italia da ricostruire, sgombrando le macerie della dittatura, del nazifascismo e della guerra. Sappiamo che ciò incontrò i noti ostacoli e limiti. L’ultimo capitolo della recente Storia della Resistenza di Marcello Flores e Mimmo Franzinelli valuta incongruenze ed ingiustizie di cui soffrirono i partigiani nel dopoguerra. Nel farlo viene citato questo passo, tratto da Lo status di partigiano nel secondo dopoguerra di M. Ponzani: «le norme per le qualifiche partigiane si limitarono a garantire un pacifico riassorbimento della conflittualità reducistica piuttosto che un inserimento dei volontari della libertà nell’apparato statale».

Condividendo questa constatazione, appare comunque evidente che tale riconoscimento istituzionale era importante, prima di tutto dal punto di vista morale e sociale e poi per alcune conseguenze pratiche, relative anche alle famiglie dei tanti Caduti, con provvedimenti senz’altro inadeguati ma almeno utili in quei giorni così difficili.

Infatti l’elenco dei partigiani, riconosciuti anche formalmente come tali, dà un quadro molto pregnante di protagonisti senza i quali la Resistenza semplicemente non avrebbe avuto luogo.

Il Dl 518 del 21.8.1945

È con il dl 518 del 21 agosto 1945 che furono istituite nel dopoguerra le Commissioni regionali per il riconoscimento e l’attribuzione delle qualifiche partigiane. Ciascuna era competente per i territori in cui si era svolta l’attività partigiana. Ad esse venivano inoltrate le relative richieste, in massima parte attraverso le ANPI provinciali, che anche le istruivano in prima istanza. »continua a leggere (elenco aggiornato)

Noi siamo l’altro

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