70 anni fa, il 16 febbraio 1945, al “poligono del tiro a segno” in località Po (dove poi sorgerà la raffineria) venne fucilato dai fascisti il giovanissimo partigiano Renato Campi, nome di battaglia “Spifferi” (riconosciuto come “partigiano combattente caduto”). Riportò la notizia “Il Regime fascista” due giorni dopo come “Fucilazione di un disertore”.
L’ANPI lo ricorderà domenica 22 febbraio prossimo, alle ore 10.30, davanti al “tempietto partigiano” del cimitero di Cremona, dove è sepolto. [Data spostata dal 15 al 22 febbraio, per impraticabilità – causa neve – del cimitero.]
Era nato a Cremona il 22 dicembre 1925 in una numerosa famiglia povera di via Alfeno Varo, il padre Alfredo carrettiere, la madre Giuseppa casalinga. Era appena diciottenne quando, a seguito dei famigerati bandi di leva dell’Italia occupata dai tedeschi, venne arruolato nella Guardia Nazionale Repubblicana. Ma non voleva proprio servire il nazifascismo e già nel luglio 1944 fuggì sulle montagne piacentine, nella zona di Vigoleno, dove entrò nella 62a Brigata Garibaldi “Luigi Evangelista”. A seguito del tremendo rastrellamento tedesco del gennaio 1945 rientrò clandestinamente a Cremona dove però venne individuato e preso dai fascisti. Fu torturato nella famigerata sede dell’UPI, la villa Merli di Viale Trento e Trieste, con scosse elettriche e sevizie. Al processo agli aguzzini, che si tenne nell’aprile ‘46, la sorella riferì che lui le disse in quei frangenti: “preferisco la morte” e che poi, sul suo cadavere, risultarono evidenti le cicatrici delle torture. Resistette agli interrogatori e venne condannato a morte dal fascio di Cremona. Scrisse una commovente lettera al padre: “Caro papà, sono qua ancora poche ore e poi dovrò morire…” Volle andare a piedi al luogo dell’esecuzione, dove ebbe l’incredibile forza di ironizzare esclamando, davanti al cartello “Vietato l’ingresso agli estranei”, “allora io qui non posso entrare!”. Si è saputo che morì dicendo “viva l’Italia” dopo aver rifiutato di essere bendato.

Martedì 20 gennaio ore 17,30 a SpazioComune, Piazza Stradivari, Cremona
Venerdi 16 gennaio 2015, alle ore 17, presso l’Archivio di Stato di Cremona, in via Antica Porta Tintoria 2, avrà luogo la consegna da parte del Comune di Cremona all’Archivio stesso di un fondo carte di Emilio Zanoni, che fu Sindaco di Cremona dal 1970 al 1980 e che alla scomparsa avvenuta nel 1995 (ne ricorre il ventesimo anniversario) lasciò i suoi beni al Comune di Cremona. Interverranno, per il Comune il Sindaco Gianluca Galimberti e gli assessori Maura Ruggeri e Rosita Viola, la Direttrice dell’Archivio di Stato, Angela Bellardi, ed inoltre Clara Rossini, Presidente della Associazione Emilio Zanoni, Giuseppe Azzoni dell’ANPI che ha effettuato una prima ricognizione del fondo, Agostino Melega sulle inedite poesie dialettali dello stesso Zanoni ivi presenti. Inedito anche un corposo
Domenica 30 novembre a Crema presso lo stadio Voltini sono stati commemorati i Partigiani Luigi Bestazza, Ernesto Monfredini, Antonio Pedrazzini e Gaetano Paganini nel settantesimo della fucilazione avvenuta per mano dei fascisti.





