Quel 1946 della Repubblica e della Costituente (5)
Sfoglio le pagine del quotidiano del CLN di Cremona, “Fronte Democratico”, del mese di maggio 1946, settanta anni fa.
“La festa di tutti i lavoratori riafferma la volontà di rinascita e di ricostruzione dell’Italia” è il titolo a tutta pagina di mercoledì 1 maggio. Accanto al fondo di Ernesto Caporali c’è “L’appello della Camera del Lavoro” firmato dai rappresentanti delle correnti sindacali comunista (Bernamonti), socialista (Caporali) e democristiana (Formis). Vi si esalta la conquista della libertà e della pace ma si sottolinea anche che “la Patriaè tuttora in rovina”, la ricostruzione troppo lenta, la disoccupazione gravissima. Continua »




Nasce a Cremona il 3 aprile 1919 (da Archimede e Regina Morandi), residenza in via Malombra 5, viuzza nel cuore di Porta Romana che sfocia in piazza S. Michele. Sarà operaio vulcanizzatore e impiegato. Muore, compiuti da poco i 26 anni, in Cremona “per ferita da arma da fuoco” il 26.4.1945.


Mercoledi 27 aprile alle ore 11.30 sarà scoperta la nuova targa con l’immagine del partigiano Bruno Ghidetti, posta dall’ANPI sul suo cippo, appena restaurato, sul luogo ove Ghidetti cadde nel giorno della Liberazione della città. Il cippo è posto in via S. Rocco, subito dopo il ponte sul cavo Cerca (davanti al n. civico 17): qui avvenne lo scontro a fuoco con alcuni repubblichini in cui egli fu ucciso.








